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domenica 16 agosto 2020

Obolo di San Paolo

dal Codex Canonum - Codice di diritto Canonico 
 della Chiesa Ortodossa Italiana
approvato il 22 agosto 2019 con Bolla Apostolica "Codex Ecclesia Orthodoxa Italica" dal Santo Sinodo 
(prot. N. 14/19)


Canone 111 - Obolo di San Paolo
Comma 1) Al fine di sostenere materialmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo e sostenere le attività di carità ed apostolato della Chiesa una volta l'anno, l'ultima domenica di giugno, le comunità ecclesiali provvederanno, a raccogliere delle offerte da mandare alla cassa centrale della Chiesa per le necessità filantropiche e pastorali secondo le disposizioni impartite dalla Cancelleria della Chiesa e dal vescovo del luogo.
Aiutate la Chiesa con la vostra offerta
C.C.B. 103887904 - intestato a Chiesa Ortodossa Italiana

IBAN:  IT59H0200805218000103887904

CAUSALE: Contributo volontario per l'attività della Chiesa Ortodossa Italiana

lunedì 6 luglio 2020

Santuario della SS Trinità - Incoronazione di due nuove famiglie cristiane

Santuario della SS Trinità
Incoronazione di due nuove famiglie cristiane 

Si è svolta, presso il Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Boville Ernica FR) officiata da Sua Ecc. Rev.ma Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi),  assistito da Padre Sergio Arduini, Rettore del Santuario,  il Rito dell'Incoronazione che ha unito in matrimonio: Padre Nilo  (al secolo Alfredo Mancuso), nostro sacerdote  e Gran Priore Vicario della Confraternita Templare San Giacomo de Molay con Federica Olga Pagliani, diaconessa della nostra Chiesa e Fabio Marroccolo, confratello templare di Altamura (BA) con Florentina Podaru (detta Lilly).


 Durante la celebrazione della  Divina Liturgia matrimoniale,  gli stessi sono stati incoronati e uniti nel  santo mistero del matrimonio. Il matrimonio ortodosso  non è l'unione legale di un uomo e  di una donna ma è il riconoscimento da parte della Chiesa dell’unione che Dio ha già operato nelle vite degli sposi: è l’ingresso, in modo misterioso, dell’unione umana degli sposi (in quanto unione terrena, soggetta al peccato, al dolore e alla morte) nella dimensione divina del Regno di Dio. La Chiesa Ortodossa considera il legame matrimoniale di un uomo e una donna “mistero grande … in Cristo e nella Chiesa”, e la famiglia che da esso ne deriva una “Chiesa domestica” che costituisce la sola garanzia per la nascita e la educazione cristiana ed ortodossa dei figli.







Efesini 5,25-32: 
“25 E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, 
26 per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, 
27 al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. 
28 Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. 
29 Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, 
30 poiché siamo membra del suo corpo. 
31 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. 32 Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!”  


giovedì 2 luglio 2020

Domenica 5 Luglio Due nuove coppie si sposano al Santuario SS. Trinità di Valle Paradiso

Domenica 5 Luglio 

Due nuove coppie si sposano al 


Santuario SS. Trinità di Valle Paradiso 
Padre Nilo e Madre Federica Olga con mons. Filippo di Roma

Domenica 5 luglio, a Boville Ernica (FR), nel Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso, si uniranno in matrimonio Padre Nilo (al secolo Alfredo Mancuso), sacerdote e responsabile della Parrocchia  “San Silvestro Protomartire” di Cosenza e Gran Priore Vicario della Confraternita Templare San Giacomo de Molay


Padre Nilo (Alfredo Mancuso)

e la signora Olga Federica Pagliani, diaconessa, pittrice e dama templare.
Madre Federica Olga 

Insieme ai nostri due autorevoli membri del clero si uniranno in matrimonio anche i signori: Fabio Marroccoli di Altamura (BA) e Florentina Podaru, rumena ed ortodossa dalla nascita,
Fabio e Florentina

Il matrimonio sarà officiato da  Sua Ecc. Rev.ma Filippo delle Terre di Roma (al secolo Filippo Ortenzi),  assistito dal Rettore del Santuario: Padre Sergio Arduini 

Durante la celebrazione della  Divina Liturgia matrimoniale,  gli stessi saranno incoronati e uniti nel  santo mistero del matrimonio. Il matrimonio ortodosso  non è l'unione legale di un uomo e  di una donna ma è il riconoscimento da parte della Chiesa dell’unione che Dio ha già operato nelle vite degli sposi: è l’ingresso, in modo misterioso, dell’unione umana degli sposi (in quanto unione terrena, soggetta al peccato, al dolore e alla morte) nella dimensione divina del Regno di Dio. La Chiesa Ortodossa considera il legame matrimoniale di un uomo e una donna “mistero grande … in Cristo e nella Chiesa”, e la famiglia che da esso ne deriva una “Chiesa domestica” che costituisce la sola garanzia per la nascita e la educazione cristiana ed ortodossa dei figli.




Il Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Boville Ernica - FR)


Efesini 5,25-32: 
“25 E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, 
26 per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, 
27 al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. 
28 Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. 
29 Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, 
30 poiché siamo membra del suo corpo. 
31 Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. 32 Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!”  

giovedì 28 maggio 2020

Ricostituito il Consiglio dei Cavalieri


Ricostituito il Consiglio dei Cavalieri
Conte Vincenzo Boi
E' stato ricostituito il Consiglio dei Cavalieri, organismo creato a San Michele Mondovì (CN) il 27 luglio 2015, anniversario della glorificazione di San Giacomo de Molay, con delibera del Consiglio Nazionale Ecclesiastico Prot. n. 61/2015 e previsto dal Canone 16 comma 13 del Codex Canonum della Chiesa Ortodossa Italiana approvato il 22 agosto 2019 con Bolla Apostolica "Codex Ecclesia Orthodoxa Italiaca" dal Santo Sinodo (prot. N. 14/19).


fratel Vincenzo  e l'Arcivescovo Filippo

Per una certa ritrosia da parte dei proto gerarchi della Chiesa nel periodo 2016 -2019 detto Consiglio, pur non essendo stato giuridicamente sciolto, è rimasto inattivo. Onde ricreare il coordinamento delle Confraternite religiose d'ispirazione cavalleresca promosse dalla Chiesa, nonché delle associazioni cavalleresche o degli ordini dinastici operanti nel nostro Paese che hanno chiesto l'assistenza spirituale della nostra Chiesa, con Decreto Apostolico n. 50 del 28 maggio 2020 giorno nel quale la nostra Chiesa commemora: San Germano di Parigi, vescovo - San Caruano diacono e martire romano e San Gemiliano vescovo e martire di Cagliari, l'Arcivescovo Metropolita S.E.R. Filippo di Roma, ha chiamato a Coordinare  detto Consiglio il conte don Vincenzo Boi, ipodiacono della nostra Chiesa, carabiniere in congedo, Gran Priore Magistrale d'Italia dell'O.S.M.T.J (Ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem), Presidente Nazionale dell'Associazione Culturale Carabinieri in Congedo "Carlo Alberto dalla Chiesa" e comandante dei "Falchi e Aquile d'Argento" dell'AssoInterforze di Polizia in Congedo di Firenze.


domenica 24 maggio 2020

24 maggio - Sant'Ugone dei Pagani


24 maggio - Sant'Ugone dei Pagani


Dopo mille anni, il 16  settembre 2017 è  stato glorificato dalla Chiesa Ortodossa Italiana, quale martire della cristianità, il Nobile Cavaliere Ugone dei Pagani, fondatore e primo Gran Maestro dei Cavalieri Templari. Per anni ha combattuto in Terra Santa per difendere i pellegrini che ivi si recavano e
che purtroppo venivano continuamente aggrediti, derubati e finanche uccisi da bande
di musulmani che scorazzavano su quei luoghi sacri calpestati dal Cristo dei popoli.
Eppure, valutando gli avvenimenti storici, mai la Chiesa di Roma si è sentita in
dovere di dire grazie a questi cavalieri che hanno dato la loro vita per difendere la
cristianità. I Templari hanno combattuto, sono morti e prima ancora hanno costruito Chiese,luoghi di accoglienza per i pellegrini di cui la “santa” Madre Chiesa di Roma si è impadronita. Ugone dei Pagani è un martire della Fede cristiana perché morto combattendo contro i mussulmani a in Terra Santa – a SUR, odierna TIRO (Libano).
Postulatore della causa di glorificazione è stato  Fr. Francesco Russo, barone di Cortimpianom e marchese di San Lorenzo, Gran Priore della Confraternita dei Cavalieri Templari "Ugone dei Pagani" che da anni si batte per far conoscere la figura del Santo e che è riuscito ad ottenere dal Comune di Pagani che la via dove ha sede la Confraternita sia stata dedicata allo stesso. La liturgia
di glorificazione di Sant’Ugone dei Pagani è stata effettuata presso il Monastero Ortodosso di San Martino in Umbria dall'attuale Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana Sua Ecc. Rev.ma
Vescovo Filippo delle Terre di Roma ( al secolo Filippo Ortenzi ), coadiuvato da Padre Antonio Berardo (attuale vescovo di Ravenna), da Padre Joseph Djonkou, da Padre Cosma  e da Padre Stefano.


Qui di seguito si riportano brevi notizie storiche del ricercatore e scrittore di
Grosseto Co. Maurizio Santi di Villa dei Santi:

Ugone o Ugo dei Pagani nasce a Nocera dei Pagani, (questo territorio salernitano,
allora, faceva parte della Basilicata), precisamente a CORTIMPLANUS una corte
fortificata. La città bassomedievale si sviluppa nell'attuale Nocera Inferiore,
naturalmente trattasi di cronache scritte da storici. Ugone dei Pagani nato il giorno 9
febbraio dell'anno 1070 (alcuni storici dicono nell'anno 1074) e morto combattendo
a SUR, odierna TIRO (Terra Santa), il 24 maggio 1136; le sue spoglie furono portate
in Italia e tumulate nella Chiesa di San Giacomo a Ferrara, città in cui i suoi parenti
rappresentavano potenti famiglie. Infatti il cugino di Ugone dei Pagani, Ansoise
Amarelli, fratello di Alessandro morto in Terra Santa ( riportato nella lettera scritta
da Ugone allo zio ) era un nobile molto potente in Ferrara, avendo sposato
Cassandra d'Este dei Duchi di Ferrara e nella stessa chiesa di San Giacomo risultano seppelliti anche altri importanti personaggi della famiglia Pagani / Pagano oltre ad
Ugone, come riportato in antiche cronache storiche. Ugone dei Pagani morì nel mese di maggio - mese dedicato alla Madonna tanto amata da San Bernardo e dai Cavalieri Templari. Strana coincidenza : il 24 maggio, giorno della morte di Ugone dei Pagani, ricorre la festività della Beata Vergine Maria Ausiliatrice.
**************
Cortimpiano è un castello (oggi praticamente scomparso) che si trova nel centro
storico della città di Pagani. Il toponimo Curtis in Plano o Curtem in Plano è
attestato fin dal IX secolo. Cortinpiano, originariamente tra i possedimenti di Potone
(nipote del Duca di Benevento), ancora prima del 1433 ne ebbe la Signoria Pietro
Pagano; successivamente divenne Baronia in possesso dei Filangieri. Molto
probabilmente si trattava dei ruderi collegati al castello del Parco di Nocera
Inferiore; la più antica attestazione del castello risalente all'anno 984, ma la parte sud della costruzione sembra risalire all'anno 800 e vi si stabilirono proprio i
Normanni. Relativamente all'ex Convento di Sant'Angelo in Grotta (trasformato oggi in ristorante), viene ricordato come Sant'Angelo a Cryptam e definito come Priorìa tra
il 1080 e il 1086 da San Pietro Pappacarbone nato a Salerno nell'anno 1038 e morto
il 4 marzo dell'anno 1123 ( alcuni scrivono 1122). Egli fu terzo Abate della Badia di
Cava ed è venerato come Santo della Chiesa Cattolica. San Pietro Pappacarbone
nato da nobile famiglia Longobarda di Salerno, nipote del primo Abate Sant'Alfenio,
si ritirò per un periodo alla vita eremitica, per poi andarsene in Francia a Cluny per
circa 5 anni, rinunciando a fare il Vescovo. Nell'anno 1092 ebbe l'onore della visita di
Papa Urbano II che aveva conosciuto a Cluny essendo il Pontefice francese. Il
monaco Pietro, come San Bernardo, era di nobile famiglia ed entrambi ebbero un importante approccio monacale con Cluny e lo stesso fervore religioso provenendo
dalla stessa scuola, anche se San Bernardo è nato nel 1090. ... Posso solo confermare
che Ugone dei Pagani certamente è nato nel territorio di Nuceria Paganorum e lì
cresciuto.
Rufras di Cortinpiano

Nobile cav. Fr. Francesco Russo  di Cortimpiano e San Lorenzo

AL SANTO CAVALIERE UGONE
Nobile cavaliere Ugone dei Pagani,
hai donato la tua vita in battaglia,
hai offerto il tuo sangue al Cristo vivente,
sei stato un valoroso guerriero tra la gente.

Attingiamo la forza
dal tuo animo di combattente,
prendiamo il coraggio
dal tuo grande-nobile cuore
per difendere il Cristo che
ancora oggi muore nel mondo,
per donare ai fratelli sofferenti,
serenità, pace e benevolenza.
Ti preghiamo, Sant’Ugone,
annienta nel cuore degli uomini
la loro crudele inumana violenza.
Santo cavaliere Ugone dei Pagani
poni le tue mani sul nostro capo,
poggia la spada sulle nostre spalle,
proclamaci, con la forza dell’amore,
tuoi discepoli, generosi, umili e leali.
Ti preghiamo, nostro amato Maestro,
stendi sulla nostra famiglia Templare
il sacro vessillo della Cristica Croce.

Pagani, 23 giugno 2017


lunedì 18 maggio 2020

L'ingegner Ambrogio Giordano Gran Priore della Confraternita di San Michele Arcangelo


L'ingegner Ambrogio Giordano

Gran Priore della
Confraternita di San Michele Arcangelo




L'ing.  Ambrogio Giordano, Presidente Nazionale della Fraternità Ortodossa e Pro-Rettore dell'Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo al fine di rilanciare la Confraternita di San Michele Arcangelo, che molto interesse ha ottenuto suprattutto nel foggiano, terra dove è presente l'unica Basilica Celeste dedicata all'Arcagelo con 

Bolla Apostolica: Fraternitas Michelita

è stato nominato 

Gran Priore
Vicario della
Confraternita di San Michele Arcangelo

Ecco quale è la missione della Confraternita 
(Canone 72 del Codex Canponum della Chiesa Ortodossa Italiana)

Canone 72 – Confraternita San Michele Arcangelo

Comma 1) La Confraternita di San Michele Arcangelo si prefigge di favorire lo studio e la devozione a San Michele Arcangelo e della spiritualità basiliana italo-greca, la partecipazione al culto e all'apostolato della Chiesa nonché favorire la conoscenza e la valorizzazione religiosa, culturale e turistica dei luoghi di fede michelita, in particolare il Santuario di Sant'Angelo al Monte Raparo sito nel Comune di San Chirico Raparo (PZ) e la Basilica Celeste di Monte Sant’Angelo (FG).
Comma 2) Possono entrare a far parte della Confraternita uomini e donne di spiccate virtù cristiane che s’impegnano ad aiutare la Chiesa collaborando con i Vescovi, i Sacerdoti ed i Monaci.
Comma 3) Missione della Confraternita è quello di promuovere l’evangelizzazione e l’educazione dei giovani nonché favorire le vocazioni al sacerdozio ed alla vita monastica.
Comma 4) La Confraternita può essere attivata, qualora vi siano almeno 4 confratelli, presso ogni parrocchia, monastero od anche autonomamente in territori privi di struttura su iniziativa delle parrocchie o del vescovo del luogo, o dalla Cancelleria della Chiesa, previo assenso del vescovo territorialmente competente.
Comma 5)Al momento dell’ammissione è previsto un periodo di noviziato di almeno sei mesi, dopo il quale si potrà essere investiti Confratelli.
Comma 6) A livello locale la Confraternita è incardinata a livello parrocchiale o diocesano, è   diretta dal parroco (o dal vescovo) e guidata da un Priore assistito da un Consiglio del quale fa parte il Parroco (o il Vescovo o suo delegato se costituita in località priva di Parrocchia) un Vice-Priore, un Maestro dei Novizi ed altri eventuali dignitari.
Comma 7) La Confraternita a livello nazionale è sposta sotto la guida spirituale dell'Arcivescovo Metropolita che assume la veste di Gran Priore della Confraternita, aiutato da uno o più Gran Priori Vicari, scelti tra i membri del Clero

l'ing. Ambrogio Giordano

martedì 28 aprile 2020

La fune al collo.

La fune al collo


Le strade deserte, ogni tanto passa qualche macchina, per di più una pattuglia di carabinieri. Qui, nel condominio due famiglie che abitano nelle palazzine l’una di fronte all’altra si sono improvvisate dj del quartiere: cercano di mettere simultaneamente la stessa canzone per farla sentire a tutti. Suonano di tutto: dal folklore calabrese e canzoni napoletane, ai brani moderni da discoteca. Spesso mettono “L’italiano” di Toto Cutugno, facendo ritornate con la mente nei tempi in cui tutto era molto più facile: i mitici anni 80/90! E la gente che prima li scrutava con lo sguardo pieno di critica, “sti giovani di oggi”, adesso si fa coinvolgere applaudendo dai balconi. Uno dei miei conoscenti della Ciociaria scrisse un post su FB, in cui diceva che tutti ce l’hanno con tutti, lì dove abita, per fortuna qui in Calabria non è cosi, anzi, sembra che la gente si vuole bene di più, mentre si assiste ad uno scempio di un paese alla deriva!

Chi ha creato in laboratorio il coronavirus? I loro nomi non li sappiamo e probabilmente non li sapremo mai, perché appartengono a quella categoria del potere occulto che gravita tra le banche e le case farmaceutiche e che si serve di presta nomi, i burattini che appaiono nella scena politica, facendo finta di decidere qualcosa, quando in realtà fanno le leggi, firmano i provvedimenti, orientano l’opinione pubblica solo nella direzione che viene loro ordinata da chi muove i fili dalla camera dei bottoni.
Perché hanno creato questo virus? Questa domanda è più facile, basta analizzare l’andamento degli eventi! Si vuole il potere su tutto il mondo, decidere le sorti delle nazioni, avere tutti gli abitanti della terra sotto il proprio potere. Ma come è possibile a realizzare questo folle piano, se siamo divisi in Stati, nazioni, usanze? E soprattutto come si fa a sottomettere la popolazione dotata di intelletto, di opinioni, di vari carismi che hanno caratterizzato i vari liders lungo la storia dell’umanità, senza ribellioni che potrebbero danneggiare se non del tutto distruggere questo subdolo potere occulto? La storia ci insegna che tutte le dittature prima o poi crollano, e le nazioni riacquistano la propria libertà! E allora si dà seguito ad un piano a lungo termine, che “mangia” questa libertà a piccoli “morsi” passo dopo passo, ma soprattutto creando le illusioni di progresso e comodità. Dall’altro canto si fa leva sull’amore dell’essere umano verso se stesso e i propri cari, sulla paura per la propria salute, sul culto del proprio corpo. E così, attraverso i mezzi di comunicazione si fanno le campagne di promozione dei prodotti sempre più sofisticati, mirati, precisi! Oramai l’elettronica è diventata come una droga, non si può farne almeno. Prima la televisione, poi il computer, poi il cellulare! Tutto indirizzato ad attutire la capacità di pensare ed analizzare in modo corretto la realtà circostante. La mente umana è di per se analitica, tende normalmente collegare la causa con l’effetto, e tutto avvolto nell’istinto naturale di sopravvivenza e conservazione della specie. E questo non sta bene a chi vuole le persone sottomesse! E allora si crea una specie di anestesia dei sensi tramite i vari dispositivi di comunicazione.
Una volta mi capitò osservare un ragazzo di 9 anni che giocava con un play station. Il gioco consisteva nel inscenare l’uscita con la moto in città. Si immedesimava nel personaggio che montava sulla moto e sfrecciava tra le strade trafficate, e sbandava spesso, ribaltandosi in mezzo ad una strada, andando a scontrarsi frontalmente con le macchine, a sbattere contro un palo, insomma le situazioni che in realtà sarebbero mortali, ma lì, al di là dello schermo stregato, il personaggio si rialzava come se nulla fosse, rimontava in sella e avanti! “Ma è solo un gioco – dicono i genitori – non è reale! Che c’è di male?” perché anche noi, adulti ormai siamo abituati ai film americani, dove dopo un volo di 100 metri di profondità, da una macchina in fiamme il guidatore esce illeso, nemmeno la giacca si è sgualcita! Tutto normale, no? E quando siamo concentrati sulla trama, quando sta per giungere ad una risoluzione di un mistero, o si arriva alla massima tensione seguendo un inseguimento o una fuga, tutto si interrompe bruscamente: pubblicità! Ma cosa c’è dietro a tutto questo la maggior parte di persone non s’accorge! Quando invece è uno di tanti modi per distruggere la percezione della realtà alterandola nella nostra mente, sminuendo notevolmente la percezione istintiva del pericolo in caso dei film, e provocare la deconcentrazione in caso della pubblicità. Tutto mirato a distruggere la nostra capacità di osservazione e di analisi!
Un altro mezzo per addormentare la nostra capacità di giudizio è il cellulare. Ci illudiamo di aver accesso alla libera informazione, chiunque può dire la sua su FB o Twitter, chiunque può collegarsi a YouTube e vedere l’infinità di filmati di contenuto scientifico, e non manca mai la pubblicità dei prodotti miracolosi che fanno sparire le rughe o fanno dimagrire in pochi istanti, ma in realtà si tratta di un’enorme, megagalattica illusione perché tutti questi mezzi di informazione sono controllati e manipolati dai soliti burattinai senza nome!
E mentre noi, incantati abbiamo quasi fuso il nostro cervello nei cristalli liquidi dei mezzi avanzati di elettronica, le nostre libertà personali vanno “rosicchiate” pezzettino dopo pezzettino dalla regolamentazione sempre più rigida!
Come esempio, se torniamo indietro un po’ di anni, vi ricordate quando era appena uscito il digitale terrestre? Nella pubblicità si parlava della sua comodità, del come era utile, di quanti nuovi canali si poteva vedere. Non era obbligatorio, chi non era interessato non l’aveva acquistato. Chi aveva i televisori vecchi che funzionavano e non erano predisposti ad installazione del digitale, continuava ad usarle tranquillamente, quando un giorno tutta la telecomunicazione passò al digitale! E mi ricordo quanta gente ha dovuto buttare i vecchi televisori e comprare dei nuovi con il digitale terrestre incorporato! Certamente a spese proprie. E l’industria che produce i televisori ha fatto un bel giro d’affari.
E se andiamo ancor più indietro, nei tempi dei nostri nonni, più o meno la stessa cosa avvenne con l’assicurazione dell’auto. All’inizio era facoltativa, chi non era assicurato, pagava i danni dalla propria tasca, in caso dell’incidente, ma chi non aveva mai fatto l’incidente risparmiava un mucchio di soldi, non facendo l’assicurazione. Poi divenne obbligatoria, e non solo! Negli anni divenne sempre più cara!
Nel mentre nell’ambito della medicina e dell’igiene, facendo leva sulla paura per la propria salute, proseguiva la campagna pubblicitaria dei prodotti igienizzanti che rimuovono germi e batteri, facendoci credere che siamo circondati dalla sporcizia, disinformandoci che i batteri non sono tutti dannosi, ma ci sono anche quelli necessari alla nostra protezione dalle aggressioni esterne appunto dei virus.  E i prodotti igienizzanti non fanno distinzione tra i batteri buoni e cattivi, li rimuovono tutti, lasciandoci più esposti ed indifesi.   Nello stesso tempo, alterando la soglia dei valori normali massimi e minimi dell’organismo, di modo che i valori considerati prima al limite ma ancora normali, sono diventati anomali, cioè considerati alti o bassi, ci hanno costretti così a comprare le medicine per abbassarli o alzarli! E, come si sa, le medicine chimiche fanno guarire alcune malattie, ma danno gli effetti collaterali, tra i quali la soppressione delle difese immunitarie! Il risultato? Il nostro organismo non produce più gli anticorpi per contrastare i diversi virus, da una parte per via di medicinali che li sopprimono e dall’altra per l’eccesso di igiene che rimuove le nostre difese naturali.
E poi, c’è la questione di alimentazione! Una questione spinosa in più direzioni! Una è il contenuto di ciò che mangiamo, sempre per via della pubblicità fallace, la totale disinformazione, mirata a farci consumare i prodotti delle grandi industrie, spesso alterati, pieni di conservanti, coloranti, concimi artificiali e pesticidi. E dall’altro canto si è cercato con delle politiche di togliere del tutto ai privati cittadini le fonti di auto sostentamento.
 Vi faccio un esempio: quando abitavo in uno dei piccoli paesi del Basso Lazio, conoscevo una famiglia di contadini. Non avevano un’azienda vera e propria. Semplicemente vivevano come una volta: avevano le galline, i conigli, una decina di pecore. Il marito d’estate portava le pecore sul pascolo in montagna: lui a cavallo e le pecore a piedi per i sentieri periferici del paese. La moglie produceva le ricottine paesane con il latte delle pecore e le vendeva porta a porta. Le produceva nello scantinato di casa, a mano. Erano deliziose, e nessuno si è mai avvelenato! Per di più ogni tanto vendevano qualche pollo o coniglio alla macelleria del paese. Gli animali allevati a terra, nutriti con l’erba e ortaggi del loro stesso cortile. Niente mangime, niente ormoni, tutto naturale come una volta! Questa famiglia si sosteneva così, visto che il lavoro non c’era. Ma poi arrivarono le nuove regole: chi ha le pecore deve iscriversi nella camera di commercio, chi ha le galline deve avere il certificato che non abbiano l’aviaria, chi produce la ricotta deve avere un laboratorio con i macchinari specifici, e tutto questo a danni e spese delle famiglie! Alla fine hanno dovuto togliere le pecore, le galline, non hanno più prodotto la ricotta, semplicemente perché non erano in grado di sostenere tutte queste spese imposte dallo Stato! E così una famigliola autosufficiente divenne una famiglia povera, senza alcun modo di sussistere!
Un altro esempio: c’era nel paese limitrofo a quello in cui abitavo, un mulino. Un edificio storico, con i macchinari delle epoche lontane, che stavano lì come i pezzi da museo, mentre macinava il grano usando i macchinari moderni. L’edificio del mulino si trovava a cinque o sei  metri dalla casa del proprietario, una casa moderna, con tutti i servizi necessari. Beh, a un certo punto il mulino è stato chiuso. Causa: nell’edificio non c’era il bagno! Un’altra famiglia da autosufficienza passò alla povertà!
E questi sono solo due piccoli esempi pratici sul come a colpi di regolamenti man mano si toglieva ai privati la possibilità di sopravvivenza in assenza di lavoro fisso! I regolamenti assurdi mascherati da progresso, quando in realtà paralizzano il tessuto sociale marcando sempre di più la differenza tra ricchi e poveri! Alcuni di questi regolamenti hanno avuto come giustificazione le strane malattie che colpivano un po’ di anni fa gli animali da cortile destinati all’alimentazione. Dico strane, perché prima non c’erano, sono apparse dal nulla e sono sparite non appena sono usciti i suddetti regolamenti!
Vi ricordate la mucca pazza? Una malattia in un certo senso provocata. E provocata dai grandi allevamenti, dove alle mucche si somministrava la polvere di ossa! Una forzatura, un modo assolutamente innaturale, perché le mucche nella natura non mangiano le ossa dei loro simili, ma solo l’erba! La morale? Tutti hanno dovuto certificare i propri animali, e non di certo gratis! E le grandi aziende, che hanno provocato il fenomeno, dopo un piccolo arresto, hanno continuato le loro attività, mentre i privati che di mucche ne tenevano due o tre, nutrite d’erba in stato brado, proprio lì dove il pericolo era presso che inesistente, hanno dovuto toglierle, perché i nuovi regolamenti erano insostenibili economicamente! E così ci hanno costretti a mangiare la carne di animali cresciuti con il mangime, mai usciti all’aria aperta, mentre gli animali cresciuti con l’erba dei pascoli, sono spariti dalla circolazione! Più o meno la stessa cosa è accaduta con l’aviaria, la salmonella e la suina! Si sente più parlare di queste malattie? No! Intanto i privati che producevano la carne non lo possono più fare!
E questo quanto riguarda i cibi animali. Ma negli ultimi anni hanno preso di mira anche i cibi d’origine vegetale! E siccome non è possibile provocare le malattie alle piante, si ricorre all’altro stratagemma.  Con la scusa delle marche DOC, DOP, IGP,presentandole come una specie di copyrigt  alimentare di made in Italy, si sta cercando di obbligare alla tracciabilità della semente, sempre per impedire ai privati di produrre la verdura da vendere al mercato, auto sostenendosi ! E farci mangiare i prodotti delle grandi aziende che usano gli ormoni, i concimi artificiali, e tanti altri sotterfugi, talvolta illeciti e dannosi per rendere più presentabile la merce!
 Poco fa nel notiziario locale hanno riferito che un venditore ambulante di frutta fu fermato, multato e il carico sequestrato perché “non tracciabile”. Sapete cosa significa? Un vecchietto su un’apetta a tre ruote, non va di certo a comprare arance, mandarini e limoni in Cina o in Marocco! Vende la frutta che cresce nel giardino di casa. È una forma di auto sostentamento che adesso è diventata un crimine! Perché secondo le norme europee la frutta deve avere l’etichetta di dove proviene, e certamente provenendo dal giardino privato “non è tracciabile”.
Anzi, tornando al discorso di prima e pensandoci attentamente, non è esatto che non si può provocare le malattie delle piante: mi viene in mente il parassita che distrugge gli oliveti e l’altro che ha distrutto i castagneti! Anche questi insetti dannosi  prima non c’erano, e adesso da dove saltano fuori? Un altro strattagemma per legittimare gli OGM?
Ma tutto questo passa inosservato alla popolazione immersa nel mondo virtuale del web, la gente che ha tre quattro lauree ma che non è in grado di distinguere il prezzemolo dal sedano e si sorprende che le patate crescono sotto terra!  Del resto anche questa è una delle strategie per disorientare la gente. Ci fanno studiare “a pappagallo”, cioè ripetere a memoria tutto ciò che è scritto nei libri, la pura teoria, che spesso e volentieri non corrisponde alla pratica, ma che fa lievitare il proprio io di quanti incorniciano l’ennesimo diploma da appendere alla parete del salotto! E così abbiamo gli architetti che non sanno quante carriole fa un quintale di cemento, gli ingegneri che non sono in grado di progettare una struttura idonea alla specificità del suolo, gli amministratori incompetenti e così via! E poi crollano i ponti, implodono i palazzi, e niente funziona come dovrebbe! Ma tutti hanno studiato e fanno le maestrine su FB se qualcuno sbaglia qualche lettera nei dibattiti, tacciando di ignoranza i collocatori che la pensano diversamente da loro!
E adesso dopo questo breve excursus nel passato non troppo lontano, torniamo alla dura realtà di oggi. Un virus pericoloso, in certi casi letale che miete le vittime sia direttamente, facendo morire chi l’ha contrato, sia indirettamente, quanti a causa della pandemia sono rimasti senza alcun modo di sussistere. Muoiono gli anziani, muoiono i malati, muoiono i medici… ma stranamente non è morto ancora nessun politico! Sembrerebbe che questo virus agisce in modo mirato. Fa morire gli anziani, che hanno lavorato una vita, versando i contributi allo Stato, e che adesso questo Stato li deve restituire in forma di pensioni; fa morire i malati affetti dalle gravi patologie, che “costano” allo Stato senza essere produttivi; insomma una strage di persone che “non sono utili” alle elite di comando!  Non vi sembra strano? E non vi sembra strano anche il fatto che creando in laboratorio un virus, i suoi ideatori non hanno creato l’antidoto? Veramente a me sembra poco probabile! Un virus non sceglie le vittime in base alla loro posizione sociale. Se colpisce gli anziani, in teoria dovrebbe colpire anche qualche senatore a vita, qualche deputato. Ma niente! I politici, i parlamentari sono tutti sani come un pesce? L’unico capo di Stato che si è ammalato è stato quello inglese, guarda caso appartenente ad uno Stato che è uscito dall’UE! Curioso, no? Tutte queste stranezze hanno una sola spiegazione plausibile: l’antidoto esiste ma non alla portata di mano di tutti! Le elite bancarie occulte vogliono ridurre la popolazione sottomettendola, e le elite delle case farmaceutiche vogliono introdurre il vaccino obbligatorio, dagli effetti collaterali ignoti, che stranamente nemmeno garantirebbe l’immunità(e allora a cosa serve?) ma che potrebbe far ammalare di malattie da effetti collaterali la popolazione mondiale, che essendo malata certamente non potrebbe più ribellarsi!  Lo scopo di tutto ciò mi sembra molto, ma fin troppo chiaro: con la scusa della minaccia alla salute pubblica, si è instaurato un vero e proprio regime. Le pattuglie, gli elicotteri, i droni, tutto per spiare la gente comune che si sposta, ma nulla per scovare i criminali, gli spacciatori, i truffatori. E passo dopo passo si dirige verso il controllo assoluto sulle nostre vite dalla parte dello Stato e dell’UE: prima l’autocertificazione semplice, poi quella controfirmata, e adesso la App! “Ma no, non è obbligatoria!” ci dicono, intanto ci illustrano la sua efficacia ed utilità! Un po’ come il digitale terrestre… poi però sappiamo bene come è andata a finire con il digitale! E da lì, dopo che questa famigerata App diventerà obbligatoria, salterà fuori un problema: il cellulare si può perdere o dimenticare! E si comincerà la nuova campagna pubblicitaria sul nuovo dispositivo che ci permetterà di tenere tutti i nostri dati sempre con noi senza poterli perdere o dimenticare; inoltre ci diranno che per pagare le tasse, non dovremo più recarci alla posta, facendo la fila, soprattutto nell’era del dopo virus con il distanziamento sociale obbligatorio; ci illustreranno come sarà efficace per le persone sole in caso del malore o per gli escursionisti spericolati dispersi nelle montagne per essere localizzati facilmente; e tanto altro ancora! E questo dispositivo sarà il microchip! Ma ciò che non ci diranno nella pubblicità è che con questo dispositivo diventeremo spiati in tutto e per tutto, che non ci sarà permesso più avere le opinioni diverse da ciò che ci vogliono inculcare, che diventeremo gli schiavi del regime, nel quale dovremo giustificare ogni piccola cosa che ci concediamo, non potremo ne vendere ne comprare, ne circolare con la macchina, ma soprattutto non potremo più contestare i soprusi del sistema!   E così la fune messa sul nostro collo dalle elite occulte finirà di stringersi, soffocando definitivamente la nostra libertà! E a pensare che c’è chi ancora afferma che tutto è per puro caso e non c’è un complotto! Svegliaaaaa!

Abraxus Templi Secretum.

lunedì 27 aprile 2020

Sui sentieri di antica Cosentia




Sui sentieri di antica Cosentia




Ecco il mio nuovo quadro templare. Si intitola "Sui sentieri di antica Cosentia". Sullo sfondo del cielo "in guerra" tra le due forze rappresentate da due angeli: l'uno bianco e l'altro di fuoco, sorge la città di Cosenza. La città contesa tra l'angelo distruttore(di fuoco) e San Michele Arcangelo (bianco). E lungo il fiume, l'antico sentiero è attraversato dai cavalieri Templari che sono diretti in città e sono accompagnati da due cani da caccia. Uno dei cavalieri, il più anziano, probabilmente il saggio Gran Maestro, porta il beauceant, che sventola nel vento quasi avvolgendo il paesaggio della città sullo sfondo. Il senso della scena consiste nel fatto, che nel momenti critici della vita dell'umanità, quando in palio c'è la sopravvivenza di molti, talvolta di tutti, i buoni sentimenti (rappresentati dai cavalieri Templari), come lealtà, altruismo, amicizia, sacrificio di se stessi per il bene degli altri, tornano nelle nostre coscienze, risorgendo dalle profondità della coscienza collettiva, che nei tempi ordinari, quando tutto procede normalmente è sopraffatta dagli egoismi del momento, "bene io bene tutti". Quando tutto va bene, ci si lamenta per le vanità, senza apprezzare ciò che si ha, dandolo per scontato, quando invece è un dono. Ma quando questo dono viene a mancare e arriva un momento critico come si vive adesso, si svegliano i sentimenti antichi, ciò che in realtà dobbiamo essere: i combattenti confortati dalla fede in continua ricerca della verità!
Federica Olga Paliani (Federica Templar)
diaconessa Chiesa Ortodossa Italiana
Precettore Confraternita Templare San Giacomo de Molay di  Cosenza