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venerdì 20 settembre 2019

Capitolo Templare e Divina Liturgia a Rocca Imperiale (CS)


Capitolo Templare e Divina Liturgia a Rocca Imperiale (CS)


Nel suggestivo Castello Svevo di Rocca Imperiale, cittadina fondata dall'imperatore Federico II di Svevia, situata sulla costa jonica calabrese, nel territorio della Diocesi Ortodossa del Mercurion, famosa per i limoni che hanno ottenuto il marchio IPG dalla Comunità Europea, si terrà Domenica 13 ottobre p.v. un Capitolo Templare organizzato dal Priorato della Calabria della Confraternita Templare San Giacomo de Molay egregiamente diretto da Padre Nilo (al secolo Alfredo Mancuso), parroco della Parrocchia San Silvestro Protomartire di Cosenza e Gran Priore Vicario della Confraternita.

La cerrimonia si terrà nel suggestivo Castello Svevo che domina la cittadina.

Alla cerimonia oltre i confratelli della Confraternita Templare San Giacomo de Molay della Calabria, parteciperanno anche i confratelli della Confraternita dei Cavalieri Templari "Ugone dei Pagani" di Pagani (SA) e dell'Ordine Cristiano dei Cavalieri di San Rocco di Cosenza.
 Durante la Divina Liturgia, officiata da mons. Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi) oltre alla vestizione di nuovi confratelli templari verranno ordinati nuovi membri del clero, in sacerdote, un diacono, una diaconessa e due ipodiaconi.

Dopo la Divina Liturgia si svolgerà un'agape fraterna presso il Ristorante La Baita. Chi volesse informazioni sui mezzi di trasporto per raggiungere Rocca Imperiale od avere contatti con BB per il pernotto si rivolga a detto Ristorante, il cui titolare è un confratello templare.
 Chi fosse interessato ad adermire alla Confraternita Templare San Giacomo de Molay e partecipare al Capitolo può contattare il Priorato della Calabria: 

Padre Nilo (al secolo Alfredo Mancuso)

email: mancuso.alfredo@hotmail.it tel. 3467953167
Olga Federica Pagliani
email: templarfede@gmail.com tel. 3483184035
 

venerdì 13 settembre 2019

Il cav. Conrad Pace nominato Priore della Confraternita Templare San Giacomo de Molay per la Repubblica di Malta

Il cav. Conrad Pace
nominato Priore della Confraternita Templare 
San Giacomo de Molay per la Repubblica di Malta

Il cav. Conrad Pace è una persona da anni  impegnata per la valorizzazione e la storia del mondo templare.  Apprezzato cuoco è anche un ottimo arciere nonché missionario della Chiesa Ortodossa nella Repubblica di Malta.



Presidente della Fraternità Ortodossa della Repubblica di Malta, con esperiena nel mondo dell'associazionismo templare, su proposta del Priorato Templare della Diocesi di Siracusa-Cefalù diretta dal cav. Alfonso Zambuto  è stato nominato Priore della Confraternita Templare San Giacomo de Molay per la Repubblica di Malta.
Ad Alfonso Zambuto, che con il suo impegno e la sua passione viene a rafforsare la nostra piccola, ma attiva, realtà ecclesiale diamo i migliori auguri di buon lavoro da parte del Santo Sinodo e dell'intera Chiesa Ortodossa Italiana.

lunedì 9 settembre 2019

Viterbo - aperto un Museo Storico Didattico dei Cavalieri Templari

Viterbo - aperto un Museo Storico Didattico dei Cavalieri Templari
Per iniziativa dell'ing. Augusto Fenili e del S.O.M.T. (Sacrum Ordinis Militum Templi) nel centro della città medioevale di Viterbo è stato aperto un Museo Storico Didattico sui cavalieri templari che, forse, rappresenta un unicum a livello mondiale. 
Alla cerimonia di inaugurazione, alla quale si accedeva unicamente per invito, hanno partecipato numerose persone e rappresentanti del mondo templare provenienti da tutta Italia (Roma, Milano, Palermo, Arezzo ...). Per la nostra Chiesa è intervenuto il vescovo Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi) che dopo aver ricordato che la nostra oltre che essere una Chiesa nazionale, patriottica e di Retta Fede (Ortodossa) è anche di ispirazione templare, come dimostra la glorificazione di San Giacomo de Molay (ultimo Gran Maestro Templare) e Sant'Ugone dei Pagani (primo Gran Maestro dell'Ordine). Per rendere più sacro il luogo, che oltre che in superficie si propaga per vari piani sotterranei scavati nel tufo dagli antichi templari, mons. Filippo ha provveduto alla benedizione dei luoghi con acqua benedetta e a sigillare le porte con il sacro myron (olio santo).
Mons, Filippo ha informato i presenti che San Giacomo de Molay è stato da noi riconosciuto come Santo Protettore della nostra Chiesa e che alcuni nostri fedeli templari di Palermo hanno chiesto che sia proclamata co-patrona Santa Maria Maddalena. La proposta ha destato interesse tanto che la commenda di Viterbo è dedicata proprio alla Santa.
 
 

domenica 1 settembre 2019

Gemellaggio tra la Confraternita Templare San Giacomo de Molay e l'Ordine Cristiano dei Cavalieri di San Rocco

Gemellaggio
tra la
Confraternita Templare San Giacomo de Molay
l'Ordine Cristiano dei Cavalieri di San Rocco 
Il giorno 31 agosto 2019 a Cosenza, nella Chiesa di San Rocco, è stato sottoscritto il gemellaggio tra la Confraternita Templare San Giacomo de Molay, rappresentata dal Gran Priore Vicario Padre Nilo (al secolo Alfredo Mancuso) accompagnato dalla Dama Federica Olga Paliani, lettore della nostra Chiesa e l'Ordine Cristiano Cavalieri di San Rocco, rappresentato dal Gran Maestro Renato Parlato e dal suo vice Gianfranco Vetere.

Tra i presenti alla cerimonia di gemellaggio anche l'avv. Nino Aloi di Reggio Calabria dell'Ordine Civile e Militare dei Cavalieri del Tempio col quale sono stati presi dei contatti per future collaborazioni.

sabato 24 agosto 2019

Alfonso Zambuto nominato Priore della Confraternita Templare San Giacomo de Molay della Sicilia

Alfonso Zambuto 
nominato Priore della Confraternita Templare 
San Giacomo de Molay della Sicilia
Alfonso Zambuto è una persona culturalmente impegnata e dai molteplici interessi. E' tra i fondatori dell'Associazione culturale Siciliani del Vespro e dell'Accademia della lingua siciliana. Tra le sue iniziative è la riscoperta della lingua siciliana antica (o arabo-siciliano simile al maltese) per la quale è tra i promotori del Vocabolario Siciliano-Italiano. In questa ottica si è inserita anche l'iniziativa di tradurre in lingua siciliana la Divina Liturgia in Rito Gallicano Italico in uso nella nostra nostra Chiesa. Uomo di profonda spiritualità è tra i fautori del culto di Maria Maddalena,  la figura femminile più vicina a Nostro Signore Gesù Cristo, tanto che fu la prima ad avere l'annuncio della risurrezione. Appassionato di religione ed uomo di Fede si sta adoperando per la rinascita nell'ortodossia nell'agrigentino, tanto che è stato nominato Presidente della Fraternità Ortodossa di Agrigento. Sensibile alla riscoperta dei valori cristiani e alla difesa della nostra civiltà cristiana, nuovamente minacciata dall'invasione afro-islamica favorita dai governi globalisti e dalla Chiesa CattoComunista Vaticana (più sensibile alla difesa del business dell'accoglienza che a quella dell'identità cristiana della nostra Patria) soprattutto in un territorio che ha subito secoli di dominazione e persecuzione islamica si è fatto promotore di far conoscere i valori templari e, per tale importante impegno è stato nominato Priore della Confraternita Templare San Giacomo de Molay per la diocesi ortodossa di Siracusa-Cefalù e tutta la Sicilia.
Ad Alfonso Zambuto, che con il suo impegno e la sua passione viene a rafforsare la nostra piccola, ma attiva, realtà ecclesiale diamo i migliori auguri di buon lavoro da parte del Santo Sinodo e dell'intera Chiesa Ortodossa Italiana.

sabato 29 giugno 2019

29 Giugno - Santi Pietro e Paolo

29 Giugno - Santi Pietro e Paolo
…essi sono le ali della conoscenza di Dio… le braccia della croce…
Secondo il 
MARTIROLOGIO ROMANO. 
A Roma il natale dei santi Apostoli Piétro e Pàolo, i quali patirono nello stesso anno e nello stesso giorno, sotto Nerone Imperatore. Il primo di questi, nella medesima Città, crocifisso col capo rivolto verso la terra, e l'altro decapitato e sepolto sulla via Ostiènse, è venerato con pari onore. (* Martirologio Romano - da Santi e Beati)

Nell'innografia ortodossa Pietro viene invocato come: sincero amico di Cristo Dio nostro, e Paolo  come araldo della fede e maestro della terra
(Collegio Greco - la festa dei Santi Pietro e Paolo nella tradizione bizantina)

Dai «Discorsi» di sant'Agostino
vescovo (Disc. 295, 1-2. 4. 7-8; PL 38, 1348-1352)

Il martirio dei santi apostoli Pietro e Paolo ha reso sacro per noi questo giorno. Noi non parliamo di martiri poco conosciuti; infatti «per tutta la terra si diffonde la loro voce ai confini del mondo la loro parola» (Sal 18, 5). Questi martiri hanno visto ciò che hanno predicato. Hanno seguito la giustizia. Hanno testimoniato la verità e sono morti per essa.
Il beato Pietro, il primo degli apostoli, dotato di un ardente amore verso Cristo, ha avuto la grazia di sentirsi dire da lui: «E io ti dico: Tu sei Pietro» (Mt 16, 18). E precedentemente Pietro si era rivolto a Gesù dicendo: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16, 16). E Gesù aveva affermato come risposta: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Mt 16, 18). Su questa pietra stabilirò la fede che tu professi. Fonderò la mia chiesa sulla tua affermazione: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Tu infatti sei Pietro. Pietro deriva da pietra e non pietra da Pietro. Pietro deriva da pietra, come cristiano da Cristo.
Il Signore Gesù, come già sapete, scelse prima della passione i suoi discepoli, che chiamò apostoli. Tra costoro solamente Pietro ricevette l'incarico di impersonare quasi in tutti i luoghi l'intera Chiesa. Ed è stato in forza di questa personificazione di tutta la Chiesa che ha meritato di sentirsi dire da Cristo: «A te darò le chiavi del regno dei cieli» (Mt 16, 19). Ma queste chiavi le ha ricevute non un uomo solo, ma l'intera Chiesa. Da questo fatto deriva la grandezza di Pietro, perché egli è la personificazione dell'universalità e dell'unità della Chiesa. «A te darò» quello che è stato affidato a tutti. E' ciò che intende dire Cristo. E perché sappiate che è stata la Chiesa a ricevere le chiavi del regno dei cieli, ponete attenzione a quello che il Signore dice in un'altra circostanza: «Ricevete lo Spirito Santo» e subito aggiunge: «A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23).
Giustamente anche dopo la risurrezione il Signore affidò allo stesso Pietro l'incombenza di pascere il suo gregge. E questo non perché meritò egli solo, tra i discepoli, un tale compito, ma perché quando Cristo si rivolge ad uno vuole esprimere l'unità. Si rivolge da principio a Pietro, perché Pietro è il primo degli apostoli.
Non rattristarti, o apostolo. Rispondi una prima, una seconda, una terza volta. Vinca tre volte nell'amore la testimonianza, come la presunzione è stata vinta tre volte dal timore. Deve essere sciolto tre volte ciò che hai legato tre volte. Sciogli per mezzo dell'amore ciò che avevi legato per timore.
E così il Signore una prima, una seconda, una terza volta affidò le sue pecorelle a Pietro.
Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli. Ma anch'essi erano una cosa sola. Benché siano stati martirizzati in giorni diversi, erano una cosa sola. Pietro precedette, Paolo seguì. Celebriamo perciò questo giorno di festa, consacrato per noi dal sangue degli apostoli.
Amiamone la fede, la vita, le fatiche, le sofferenze, le testimonianze e la predicazione. 

TROPARIO  - APOLITIKION

Voi che tra gli Apostoli occupate il primo trono, voi maestri di tutta la terra, intercedete presso il Sovrano dell'universo perché doni alla terra la pace, e alle anime nostre la grande misericordia.



mercoledì 26 giugno 2019

Missioni Ortodosse tra i popoli islamici

Missioni Ortodosse tra i popoli islamici

ragazze gaugazi - etnia turca convertita dall'Islam al cristianesimo ortodosso
Una storia di missioni ortodosse tra i musulmani di Yurij Maximov

È opinione diffusa che i musulmani non abbandonino l' Islam . Questa opinione diffusa è, tuttavia, solo parzialmente vera. È vero che è difficile convertire i musulmani, ma non è tanto la difficoltà di convertire i musulmani quanto la scarsità di missioni cristiane tra di loro che ci porta a credere che siano difficili da convertire. Tuttavia, se molti pensano che i musulmani siano difficili da convertire al protestantesimo o al cattolicesimo, ancor più penserebbero che sia impossibile convertire i musulmani nella fede ortodossa. Quest'ultima opinione ha le sue basi in una generale mancanza di conoscenza del missionarioi lavori degli ortodossi attraverso i secoli e il mondo in luoghi così diversi e lontani come l'Africa, l'India, la Siberia, la Cina, il Giappone e l'Alaska. In effetti, la storia delle missioni ortodosse tra i musulmani è una parte particolarmente importante e affascinante della missione complessiva della Chiesa ortodossa . Poiché è impossibile coprire completamente la storia delle missioni ortodosse tra i musulmani, qui ho solo tentato di evidenziare alcune delle sue sfaccettature per dare a chi fosse interessato un'idea migliore di questa parte delle missioni della Chiesa ortodossa.
Sebbene sia generalmente noto che molti dei seguaci di Maometto trovarono rifugio in Etiopia durante i primi anni dell'Islam, non è noto che uno dei suoi seguaci, Ubaidallah ibn Jahiz, divenne cristiano mentre era in Etiopia e fu battezzatoLà. Fu il primo musulmano, ma certamente non l'ultimo, a scoprire e ad abbracciare la verità. Ecco due storie della prima storia dell'Islam, entrambe ambientate nel regno del quarto califfo "giusto", nipote di Muhammad e genero Ali: "Un musulmano convertito al cristianesimo, Ali gli ha ordinato di tornare all'Islam, ma ha rifiutato, Ali l'ha ucciso e non ha voluto dare il suo corpo ai suoi parenti, anche se hanno offerto molti soldi, Ali ha bruciato il corpo. "Un altro uomo della tribù Bani-Ijl è diventato cristiano. Fu portato prigioniero ad Ali, che parlò a lungo con il convertito. In risposta alle domande di Ali, l'uomo disse: "So che Isa [Gesù] è il Figlio di Dio". Poi Ali si alzò e lo colpì. Quando gli altri lo videro, iniziarono anche a calpestare l'uomo. E Ali ha detto: "Uccidilo".
Missioni all'interno dell'Impero romano orientale o bizantino
Dalla storia sappiamo che dopo la conquista iniziale di Antiochia da parte dei musulmani arabi, l'impero romano-orientale o bizantino riconquistò quella grande città, insieme alla Siria settentrionale e centrale, durante il decimo secolo. Durante il periodo successivo del dominio bizantino l'intera popolazione musulmana araba si convertì volontariamente in ortodossia, compresa la nobiltà araba. 1 Lo stesso è accaduto nel distretto di Laodicea e la città di Melitene, che ha restituito al bizantino durante lo stesso periodo di tempo. 2Degna di nota, tuttavia, è la conversione della tribù beduina del Banu Khabib nel 935, che "[contava] 12.000 cavalieri con armamento completo, con famiglie, clienti (persone che non erano membri della tribù, ma che godevano della sua protezione - YM), e gli schiavi si unirono ai Greci, accettarono Cristo e iniziarono a combattere contro i loro ex compagni di fede 3 Una storia in arabo di Ibn Safir, che scrisse nel 13 ° secolo, disse che i Banu Khabib rimasero cristiani "fino ad oggi".
Diversi esempi di missioni più "concentrate" tra i musulmani si possono trovare nelle opere agiografiche bizantine. Verso la metà del IX secolo San Teodoro di Edessa convertì il "re saraceno", Muawid, uno dei tre figli del califfo omayyade Mutawakkil (847-861), all'Ortodossia, battezzandolo con il nome Giovanni insieme ai suoi tre confidenti. 4 St. Ilya the New, quando soggiornò in Palestina alla fine del 9 ° secolo, guarì e battezzò molti musulmani. Più tardi, durante un viaggio in Persia, il Santo incontrò dodici musulmani che convertì al cristianesimo e battezzò. 5 All'inizio del IX secolo, San Gregorio Dekapolites scrisse della conversione del nipote del califfo omayyade, cui seguì la conversione di molti altri musulmani. 6
Ci sono altre storie vividi che possono essere richiamate. Alla fine del IX secolo e all'inizio del X secolo un musulmano spagnolo, Omar ibn Khaphsun, si convertì al cristianesimo con i suoi figli e governò su diverse valli di montagna per quasi cinquant'anni, avendo il castello Bobastro come sua residenza. 7 Durante lo stesso periodo di tempo il principe curdo Ibn-ad-Dahhak, che possedeva la fortezza di al-Jafary, abbandonò l'Islam per l'ortodossia. 8 Inoltre, i contemporanei del teologo musulmano Abdallah ibn Kullaib (morto nel 955) scrivono di essersi convertito segretamente al cristianesimo. 9 È noto anche che Bunei ibn Nefis, un comandante militare e confidente del califfo al-Muktadir, divenne un cristiano ortodosso e combatté contro i bizantini contro i arabi.
Guardando tutte queste fonti possiamo dire che ben 100.000 musulmani si convertirono al cristianesimo durante il IX e il X secolo. È anche interessante notare che nel XV secolo la grande città musulmana di Baghdad e alcune regioni dell'Asia Minore governate dalla dinastia dei Kara-Kiunglu turchi adottarono il cristianesimo, essendo stati condannati dagli storici egiziani per apostasia . 10
Missioni della Chiesa ortodossa russa
La Chiesa ortodossa russa ha una lunga storia di lavoro missionario tra i musulmani. San Michele di Kiev (che visse nel X secolo) mandò il monaco Marco a predicare Cristo ai Bulgari musulmani, e grazie ai suoi sforzi quattro principi Bulgar furono convertiti e battezzati. San Pietro di Mosca (che visse nel 13 ° secolo) discusse pubblicamente con i predicatori musulmani e trionfò su di loro. San Makary di Mosca (che visse nel XVI secolo) battezzò Ediger-Mohammed, l'ultimo khan di Kazan, e predicò la fede ortodossa tra i tatari. Grazie a oltre quattro secoli di lavoro missionario, un nuovo sottogruppo si è sviluppato all'interno del popolo tataro, dei Krjashen o dei tartari ortodossi. Secondo il censimento del 1926 i Krjashens erano circa 200.000. 11 Oggi sono quasi 320.000.
Un altro popolo turco che si è convertito dall'Islam all'Ortodossia è il Gagauz, il cui numero totale oggi è di circa 220.000. Dal 1994 hanno un proprio territorio autonomo all'interno della Repubblica di Moldova - il "Gagauz Yeri". I Gagauz discendevano dai turchi Oguz, Pechenegs e Polovzy che adottarono l'Islam già nel IX secolo, ma in seguito si convertirono al cristianesimo nel XIII secolo. Una spruzzata di parole arabe e termini musulmani trovati nel quotidiano Gagauz sono le principali prove della loro eredità islamica. Nelle guerre russo-turche alla fine del XVIII secolo e all'inizio del XIX secolo i Gagauz combatterono per i russi, stabilendo contemporaneamente le steppe spopolate della Bessarabia meridionale (l'odierna Moldova).
Le missioni tra i popoli caucasici della Russia meridionale non sono state meno fruttuose. Durante la seconda metà del 16 ° secolo Allah-Verdi di Tsakhur, che in precedenza si era convertito dall'Islam ed era diventato un missionario cristiano, riportò l'intera tribù georgiana di Ingyl all'Ortodossia. 12All'alba del 19 ° secolo oltre 47.000 osseti si convertirono al cristianesimo, portando così la maggioranza del popolo osseto fuori dall'Islam. Nel 1823 quasi tutti gli osseti erano ortodossi. Molto anche gli Abkhazi tornarono all'Ortodossia - tra il 1866 e il 1902 un totale di 21336 Abkhaz musulmani divenne cristiano. Nell'agosto del 1759 un nobile kabardiano, Kurgoko Konchokin, fu battezzato con tutta la sua famiglia, prendendo il nome di Andrei Ivanov e presentando una petizione al sindaco della città di Kizliar per "assegnargli un complotto per l'insediamento tra i villaggi di Mozdok e Mekenem." 13Nel 1762 gli fu conferito il grado di tenente colonnello e gli fu dato il nome di Konchokin, principe di Cherkasy. Fu Ivanov a fondare l'attuale città di Mozdok, dove molti Kabardiani si stabilirono e si convertirono volontariamente all'Ortodossia. I loro discendenti sono circa 2.500 e costituiscono quasi la metà del sottogruppo di Mozdok Kabardian14 Le conversioni di individui noti e di spicco si possono trovare in tutti i popoli del Caucaso.
Santi della Chiesa ortodossa che si sono convertiti dall'Islam
Le persone trattate qui sono casi speciali, perché si sono convertiti dall'Islam e in seguito hanno portato così tanto frutto spirituale che sono stati glorificati dalla Chiesa che li ha visti degni di unirsi ai ranghi dei santi che hanno brillato in questo mondo oscuro. Vediamo brevemente alcune delle loro vite.
Il 6 gennaio 786 il Baghdadi Arab, San Abu di Tbilisi , fu battezzato. Il 14 aprile 789 l'arabo palestinese, San Cristoforo Sabbait, ricevette la corona del martire prendendo i voti e compiendo lavori ascetici nella lavra di San Sabbas (Mar Saba). Il 25 dicembre 799 St. Antony-Ruwah, un arabo damasceno della tribù Quraish, fu decapitato per convertirsi al cristianesimo. 15 Verso l'800 St. Pachomy, nipote del califfo, fu assassinato dopo aver preso i voti al monastero di Santa Caterina, vicino al monte Sinai . Intorno all'820 St. Barbar, un arabo nordafricano e soldato in un esercito musulmano, fu battezzato nel territorio dell'Impero bizantino (6/19 maggio). 16
Il 1 ° aprile 1229 il mercante Bulgar St. Abrahamy fu ucciso per aver predicato il cristianesimo ai Bulgari. 17 Nel 1552 SS. Pietro e Stephan di Kazan , battezzati Tatar, hanno sofferto per mano dei loro ex correligionari e sono stati uccisi (24 marzo / 6 aprile). 18 Nel 1555 i tartari turchi furono battezzati. In seguito divenne noto come Serapione di Kozheozero (27 giugno / 10 luglio 1611) dopo aver fondato il monastero di Teofania / Epifania a Kozheozero nel nord della Russia e sollevato sette santi per la Chiesa di Russia. 19 Nel 1614 S. Hodja Amiris il Soldato, che vide il miracolo della discesa della santa luce, fu martirizzato. 20 Il 3 maggio 1682, San Ahmed il Deftedar, un turco musulmano di alto rango, fu martirizzato per la fede. 21 All'inizio del XIX secolo San Costantino Hagarit (2/15 giugno 1819) 22 e San Giovanni (23 settembre / 6 ottobre 1814), figlio di uno sceicco albanese, si convertì al cristianesimo e morì per Cristo. 23 Questi santi sono la più grande prova e frutto delle fatiche missionarie della Chiesa ortodossa e del suo grande trionfo spirituale (se non statistico). Dio, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti dovessero pentirsi (III Pietro 3: 9), ha raccolto un degno raccolto dai popoli musulmani.
Missioni ortodosse ai musulmani oggi
L'ortodossia continua ad evangelizzare i musulmani oggi. Ci sono ancora molte conversioni di musulmani dall'Islam alla Santa Ortodossia.
In Indonesia è stata fondata una comunità ortodossa di 2.500 persone, il più grande paese musulmano del mondo. Oltre all'Indonesia, ci sono attive missioni ortodosse nelle regioni musulmane della Bulgaria e nel paese prevalentemente musulmano dell'Albania, mentre in molti paesi musulmani ci sono migliaia di cristiani sotterranei. Alla fine degli anni '80 l' archimandrita Daniel Byantoro lavorava perché l'Ortodossia rimanesse coinvolta nell'evangelizzazione dei popoli musulmani. 
La Chiesa della Georgia sta facendo missioni di successo tra i musulmani ad Adjaria; dal 1990, molte migliaia di persone hanno ricevuto il santo battesimo. 
Inoltre, nella Chiesa ortodossa russa ci sono sacerdoti kazaki, tatari, ceceni, ingusci e tabasari Molti di loro si sono convertiti dall'Islam e ci sono migliaia di fedeli laici che si sono convertiti all'Ortodossia dall'Islam. Soprattutto dopo la tragedia di Beslan molti Ossetini musulmani diventarono cristiani ortodossi, così ogni anno il vescovo Feofanos di Stavropol battezzò migliaia di persone. A Mosca lavorano comunità di tatari ortodossi.

Yurij Maximov 

sabato 29 settembre 2018

lavocetemplare: San Michele Arcangelo

lavocetemplare: San Michele Arcangelo: San Michele Arcangelo 29 settembre Il 29 settembre si festeggia San Michele Arcangelo, Tassiarco (Duce, ArchiStratega, Condottiero, G...

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo
29 settembre
Il 29 settembre si festeggia San Michele Arcangelo, Tassiarco (Duce, ArchiStratega, Condottiero, Generale) delle Milizie Celesti.  Mi-ka-El che significa "chi è come Dio?" è ricordato per aver difeso la Fede in Dio contro le orde di Satana.  Michele, comandante delle milizie celesti ed è rappresentato in forma di guerriero, infatti porta una spada.

PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO 

San  Michele Arcangelo, 
difendici nella battaglia
 contro le insidie e la malvagità del demonio, 
sii nostro aiuto.

Te lo chiediamo supplici 
che il Signore lo comandi. 

E tu, principe della milizia celeste,
con la potenza che ti viene da Dio, 
ricaccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni,
 che si aggirano per il mondo a perdizione della anime. 
Amen

La Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala venera particolarmente San Michele Arcangelo al quale è dedicata una specifica Confraternita:

*     La Confraternita di San Michele Arcangelo si prefigge di favorire lo studio e la devozione a San Michele Arcangelo e della spiritualità basiliana italo-greca, la partecipazione al culto e all'apostolato della Chiesa nonché favorire la conoscenza e la valorizzazione religiosa, culturale e turistica dei luoghi di fede michelita, in particolare il Santuario di Sant'Angelo al Monte Raparo sito nel Comune di San Chirico Raparo (PZ).
*   Possono entrare a far parte della Confraternita uomini e donne di spiccate virtù cristiane che s’impegnano ad aiutare la Chiesa collaborando con i Vescovi, i Sacerdoti ed i Monaci.
*   Missione della Confraternita è quello di promuovere l’evangelizzazione e l’educazione dei giovani nonché favorire le vocazioni al sacerdozio ed alla vita monastica.
*    La Confraternita può essere attivata, qualora vi siano almeno 4 confratelli, presso ogni parrocchia, monastero od anche autonomamente in territori privi di struttura su iniziativa delle parrocchie o del vescovo del luogo, o dalla Cancelleria della Chiesa, previo assenso del vescovo territorialmente competente.
*    Al momento dell’ammissione è previsto un periodo di noviziato di almeno sei mesi, dopo il quale si potrà essere investiti Confratelli.
*   A livello locale la Confraternita è incardinata a livello parrocchiale o diocesano, è diretta dal parroco (o dal vescovo) e guidata da un Priore assistito da un Consiglio del quale fa parte il Parroco (o il Vescovo o suo delegato se costituita in località priva di Parrocchia) un Vice-Priore, un Maestro dei Novizi ed altri eventuali dignitari.
*    La Confraternita a livello nazionale è sposta sotto la guida spirituale dell'Arcivescovo Metropolita ed operativa del Cancelliere, che assume la veste di Gran Priore della Confraternita, aiutato da uno o più Gran Priori Vicari, scelti tra i membri del Clero.

La Confraternita dedicata a San Michele Arcangelo dispone di una pagina facebook:

https://www.facebook.com/Confraternita-della-Milizia-di-San-Michele-Arcangelo-157384608243136/

Per informazioni ed adesioni
email: confraternitasanmichelearcange@gmail.com
tel. 0039 3917065512