Organo del Consiglio dei Cavalieri della Chiesa Ortodossa Italiana - Presidente: dott. Francesco Vecchio - Vice Presidente: dott. Giovanni Alborghetti - Cancelliere: dott. Armando Pannone
contatti: armandulf@gmail.com
Nel Castello Baronale di Basicò (Messina), si è svolto il Capitolo dell'Ordine Monastico Templare Cavalieri Sentinelle della Pietà del Pellicano. Durante la Divina Liturgia officiata dal vescovio Filippo di Roma, si è svolto il rito dell'investitura di numerosi cavalieri e dame. Maestro delle Cerimonie è stato il cav. Antonino Iannello, Priore della Commenda "Argonauti del Santo Graal" di Barcellona Pozzo di Gotto.
I cavalieri e le dame dell'Ordine, del quale è Gran Priore il dott. Carmelo La Rosa, durante la Divina Liturgia hanno declamato il Giuramento del cavaliere:
Giuramento
dei cavalieri:
Io,
cavaliere sentinella della Pietà del Pellicano, prometto obbedienza
e fedeltà al mio Signore Gesù Cristo, all'Arcivescovo d'Italia ed ai Suoi Successori legittimamente
eletti.
Prometto
sottomissione al Gran Priorato dell'Ordine ed obbedienza secondo gli
Statuti capitolari ed i Canoni della Chiesa Ortodossa Italiana e sarò pronto a
difendere la fede cristiana ogni qual volta sarà necessario.
In
fede, a Dio piacendo, e secondo la mia volontà, mi impegno a
mantenere tutte queste promesse.
Che
Dio ed i suoi Santi Evangeli mi aiutino."
a conclusione della cerimonia cavalleresca è stato recitata la preghiera Adoro
te devote di Tommaso d'Aquino:
BASICO' (Messina) Nuove sentinelle della Pietà del Pellicano
Domenica 24 giugno presso il Castello Baronale di Basicò (ME), durante la Divina Liturgia della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala, celebrata dal vescovo Filippo di Roma, verranno elevate oltre 30 tra Cavalieri e Dame dell'O.M.T. Cavalieri Sentinelle della Pietà del Pellicano del quale è Gran Priore il dott. Carmelo la Rosa.
Anniversario della morte di Mons. Leopoldo Adeodato Mancini
Il 15 giugno del 2015 si spegneva e raggiungeva la Casa del Padre, Sua Beatitudine Leopoldo Adeodato Mancini, episcopo, Patriarca della Chiesa Cattolica Ortodossa Assiro Caldea d'Europa , marchese d'Ausignana e monarca dell'Ordine Monastico Templare della Pietà del Pellicano. Mons. Adeodato è stato, insieme a mons. Antonio de Rosso della Chiesa Ortodossa in Italia, uno dei due pionieri dell'ortodossia italofana nel nostro Paese e precursore del ripristino di una Chiesa Ortodossa Italiana. Mons. Adeodato era anche docente di Esorcismo all'Università U.S.E.D.E.I. ed uno dei massimi esperti di ordini cavallereschi e di templarismo a livello mondiale.
Mons. Leopoldo Adeodato Mancini aveva unito la tradizione templare con il misticismo del pellicano "il pellicano che offre il suo sangue per nutrire i piccoli, diventa l’emblema dell’amore di Cristo per le anime, espresso dal dono del suo sangue nell’Eucarestia. Come il pellicano nutre con il suo corpo i suoi piccoli, così Gesù, “nostro pellicano”, come lo chiama Dante (Par. XXV 113) ci nutre con il suo corpo e il suo sangue, in un supremo atto d’amore. È per questo che troviamo l’immagine del pellicano anche nelle rappresentazioni della Carità" (Fr. Maxim D'Sylva - Il Pellicano simbolo dell'Eucarestia - www.domenicanes.it).
mons. Leopoldo Adeodato Mancini
Concludiamo la commemorazione di mons. Leopoldo Adeodato Mancini con le strofe del Adoro Te Devote del santo teologo e filosofo medioevale Tommaso d'Aquino, detto il "Doctor Angelicus" che stavano tanto a cuore a mons. Adeodato e che vi chiedo di recitare nelle vostre preghiere:
Festa della Santissima Trinità a Boville Ernica (FR)
La festa della Santissima Trinità, svoltasi presso l'omonimo Santuario - Chiesa Cattedrale della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala di Valle Paradiso (via Valle Paradiso n. 1 - Boville Ernica FR) svoltasi dal 23 al 27 maggio c.a. è stata un successo di partecipazione popolare e devozionale. Sua Ecc. Rev.ma il vescovo Filippo delle Terre di Roma è stato sempre presente al Santuario e da giovedì a domenica ha garantito l'assistenza religiosa ai fedeli, distribuendo numerose comunioni ed effettuando decine di unzioni degli infermi. Domenica poi è stata un'autentica invasione di popolo e questo malgrado le parrocchie cattoliche del luogo e dei paesi limitrofi avessero sconsigliato i fedeli di partecipare alla nostra festa dicendo che eravamo scomunicati, e questo nonostante che Papa Paolo VI avesse cancellato la scomunica verso gli ortodossi formulata dalla Chiesa di Roma nel lontano 1054, ma evidentemente tale notizia è sfuggita ai preti di campagna delle colline ciociare. Come potrete ben vedere dalle immagini, il giorno della festa, un numero elevatissimo di fedeli, ha partecipato alla festa, visitato la Chiesa, partecipato ai sacri misteri e si è divertito ascoltando la band locale dei "I tanto pe cantà" ed assistendo al grande spettacolo pirotecnico che ha concluso la festa. Nel Santuario della Santissima Trinità verrà celebrato, il 16 giugno il primo matrimonio, tra un nostro fedele di Frosinone con una ragazza lettone, battezzata nella nostra Chiesa il mese scorso.
Il Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso - Cattedrale della Chiesa Ortodossa Italiana
Giovedì
24 maggio - Festa di Sant'Ugone dei Pagani
Giovedì 24 maggio presso il Santuario dell Santissima Trinità - Chiesa Cattedrale di Valle Paradiso, sita in via Valle Paradiso n. 1 - Boville Ernica (FR) il vescovo dell'Eparchia del Lazio della Chiesa Ortodossa Italiana, Sua Eccellenza Reverendissima Filippo delle Terre di Roma celebrerà alle ore 19 una Divina Liturgia, con preghiera "al Santo Cavaliere Ugone" scritta dal cav. fr. Francesco Russo barone di Cortimpiano.
La Festa continuerà alle ore 20 con la Piccola Ristorazione “Pizze
fritte e vino”
Il
18 marzo 1314 muore sul
rogoa
Parigi, per ordine del Re di Francia,San
Giacomo
de Molay, l’ultimo maestro dei Cavalieri Templari. Giacomo
(Jacques)
de Molay, di
origini nobiliari, nacque in Borgogna nel 1243 nella città di
Molay, presso Besanzone
(Besançon).
Gran
Maestro Templare dal
1294 fu
arrestato dai soldati del Re Filippo IV (detto “il bello”) nel
1307 e
fu
sottoposto ad
atroci
torture,
così come avvenne per numerosi Priori e frati dell'ordine. L'Ordine
nel frattempo veniva sciolto dal Papa Clemente V con la bolla papale
Vox
in excelso
avallando le tesi dell’accusa e quindi condannato alla prigionia a
vita. Il
Papa facendo riferimento all'eresia cattolica per la quale si
considera Vicario di Cristo e capo
supremo della Chiesa, quale diretto superiore gerarchico del gran
maestro e massima autorità da cui sia il gran maestro sia lo stesso
Ordine dipendevano direttamente, soppresse l’Ordine, essendo ciò
un suo diritto, sua prerogativa e facoltà.
Forte
dell'avallo pontificio il Re di Francia
lo condannò al rogo assieme al compagno di prigionia Geoffrey de
Charnay. Il rogo fu consumato a Parigi sull’isola della Senna detta
dei giudei, nei pressi di Notre Dame, il 18 marzo dell’Anno Domini
1314. Nella
bolla di scioglimento il Pontefice aboliva
l’Ordine del Tempio per sempre,
proibendone
la sua ricostituzione in futuro.
Disposizione definitiva ed irrevocabile («con
valore assoluto e perpetuo
»). Nella bolla sta scritto: «noi,
con il consenso del santo Concilio, sopprimiamo con norma
irriformabile
e perpetua l’Ordine dei Templari, la sua regola, il suo abito e il
suo nome, e lo assoggettiamo a divieto perpetuo, vietando severamente
a chiunque di entrare in tale Ordine, di riceverne e portarne l’abito
e di presentarsi come templare. Se poi qualcuno facesse il contrario,
incorra ipso facto nella sentenza di scomunica».
Prima
dell’esecuzione e
mentre ardeva sul fuoco San
Giacomo de
Molay lanciò
su Filippo
il Bello e papa Clemente V 4
profezie invitandoli a
comparire di fronte al tribunale di Dio.
-
La prima:
rivolgendosi
a Papa Clemente V disse: “Tu
morirai entro 40 giorni”.
–
La
seconda: rivolgendosi
verso il Re Filippo IV di Francia detto il Bello disse:
“Tu
morirai entro la fine del 1314″.
–
La
terza: rivolgendosi
verso la Monarchia Francese disse:
“La
casa reale Francese cadrà definitivamente entro la 13^ generazione
da Filippo IV”.
–
La
quarta: rivolgendosi
alla Chiesa Romana disse:
“Il
Papato terminerà entro 700 anni dalla mia morte”.
La
morte entro l’anno di entrambi i personaggi non fece altro che
rafforzare l’idea comune che egli fosse caduto vittima di
un’ingiustizia.
Poiché,
al momento della morte sul rogo, San Giacomo de Molay avrebbe dannato
la casa di Francia “fino alla tredicesima generazione”, si
è visto nell'esecuzione di Luigi XVI durante la Rivoluzione francese
– che pose fine alla monarchia assoluta in Francia – il
coronamento della vendetta dei templari, tanto che il boia
Charles-Henri Sanson, prima di calare la ghigliottina sulla testa del
sovrano, gli avrebbe mormorato: «Io sono un Templare, e sono qui
per portare a compimento la vendetta di Jacques de Molay»).
Riguardo
l'ultima profezia il 2014 è ricordato non soltanto per l'ascesa alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri di Matteo Renzi ma anche per
l'inizio del pontificato di Papa Francesco. Papato
che, oggettivamente, ha portato la Chiesa Cattolica Romana fuori
dalla Fede, come avevano anche predetto San Malachia (profezia
dell'ultimo papa, o Papa Nero – e il nero è il colore dei gesuiti)
e la veggente e mistica tedesca Anna Katharina Emmerick (canonizzata
come Beata da Giovanni Paolo II) quando profetizzò che la Chiesa
Cattolica sarebbe finita in piena eresia nel momento che a Roma vi
fosse stata
coesistenza di due papi: “Vidi
anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state
nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta
aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città
(di Roma). Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande
oscurità”
(13 maggio 1820).
La
Chiesa Ortodossa Italiana venera Giacomo (Jacques) de Molay come
Santo e Martire della Fede, tanto da glorificarlo il 27 luglio 2014
nella Chiesa Templare Santa Maria delle Grazie di Castell'Araldo
(Marta – VT), dove i fedeli possono andare a venerare l'Icona del
Santo ivi posta dalla nostra Chiesa.
Filippo
Ortenzi
Gran
Priore della Confraternita Templare “San Giacomo de Molay”
+
PREGHIERA a SAN JACQUES DE MOLAY
Rammentando
il Tuo martirio, nella profonda
pace
del cuore,
Sii
a noi propizio e dalla Città dei Santi,
la
Gerusalemme del Cielo,
accostati
in comunione, rimettiamo le nostre
vite
a Cristo Dio.
Amen.
lunedì 15 gennaio 2018
San Basilio
di Cesarea
Discorso
ai giovani
I.
Molte sono le ragioni, ragazzi miei, che mi spingono a darvi quei
consigli che giudico i migliori e che credo possano esservi utili,
nel caso li seguiate. Infatti l’essere arrivato a questa età,
l’aver affrontato ormai molte prove e l’aver preso parte
abbastanza alle alterne vicende della sorte che tutto insegna, mi
hanno reso tanto esperto delle cose umane da poter mostrare la via
più sicura a chi da poco si è incamminato lungo il sentiero della
vita. Per grado di parentela io vengo subito dopo i vostri genitori,
così che non nutro per voi meno affetto di loro. D’altra parte, se
non interpreto male i vostri sentimenti, credo che neanche voi,
guardando me, sentiate la mancanza dei vostri genitori. Se dunque
farete tesoro delle mie parole, sarete al secondo posto della
graduatoria di merito stilata da Esiodo; altrimenti, senza che sia io
a dovervi dire qualcosa di spiacevole, basterà che vi ricordiate dei
suoi versi: «Ottimo è colui che da se stesso vede ciò di cui ha
bisogno; buono chi segue ciò che gli viene mostrato da altri; ma chi
non è capace né dell’una né dell’altra cosa, è del tutto
inetto».
Non meravigliatevi poi se a voi, che pur frequentate ogni giorno la
scuola e avete familiarità con i più illustri degli antichi
scrittori grazie alle opere che ci hanno lasciato, io dico d’averci
personalmente trovato qualche cosa di davvero utile. Io vengo a
consigliarvi appunto questo: non bisogna che voi, affidando a questi
personaggi una volta per tutte il timone della vostra intelligenza,
come si fa con una nave, li seguiate dovunque vi portino, ma,
accogliendo quanto hanno di utile, sappiate anche ciò che bisogna
lasciai perdere. Comincerò dunque a spiegarvi quali siano queste
cose e con quali parametri debbano essere valutate.
II.
Noi, ragazzi miei, crediamo che la vita dell’uomo in questo mondo
non abbia un valore assoluto, né consideriamo o definiamo vero bene
ciò che circoscrive la sua utilità entro i limiti di questa vita.
Perciò non riteniamo degna di essere desiderata né la nobiltà di
nascita né la forza fisica o la bellezza o la statura del corpo, né
gli onori del mondo né il potere e nemmeno ciò che si potrebbe dire
grande tra le cose umane. E neppure invidiamo quelli che posseggono
tali beni, ma ci spingiamo ben oltre con la speranza e facciamo tutto
nella prospettiva di un’altra vita.
Di conseguenza, affermiamo che bisogna amare e ricercare con tutte le
forze tutto ciò che ci aiuta a raggiungere una tale vita; quanto
invece non ci orienta ad essa va trascurato come cosa di nessuna
importanza. Come sia poi questa vita e dove e in che modo noi la
vivremo, sarebbe troppo lungo da spiegare rispetto allo scopo che qui
mi sono proposto, e ci vorrebbero interlocutori più maturi di voi.
Per darvi un’idea di ciò che intendo, basterà forse dire solo
questo, che, cioè, se uno potesse abbracciare col pensiero e mettere
insieme tutta la felicità che c’è stata al mondo da quando gli
uomini
" Siamo innocenti, proprio come Cristo è innocente
nel nome dell'Ordine del Tempio, ti maledico Filippo il Bello e il tuo buffone papa Clemente che alla fine dei tempi ci incontreremo di nuovo davanti al Signore e lui farà in modo che i peccati che hai fatto contro di me e l'Ordine sarà punito" Pronunciando queste parole muore messo al rogo nel 1317 Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dell’Ordine dei Templari fondato subito dopo le Crociate, l’Ordine divenuto nel tempo potente e con disponibilità di ricchezze tali da rappresentare un serio ostacolo sia per il Re di Francia, Filippo il Bello, sia per il Papa Clemente V.
I vertici dell’Ordine vengono accusati di eresia e pratiche sataniche. I capi vengono arrestati, torturati e condannati dopo un processo durato anni. Il mito dell’Ordine e delle preziosissime reliquie del Gran Maestro da esso custodite, tra le quali ci sarebbe stato, secondo la leggenda, il santo Graal, sopravvive ai Templari e arriva fino ai giorni nostri.
L’Ordine venne definitivamente soppresso nel 1308.
A Jacques de Molay sono attribuite 4 profezie, tre delle quali già avveratesi:
La prima: rivolgendosi a Papa Clemente V disse:
“Tu morirai entro 40 giorni”.
La seconda: rivolgendosi verso il Re Filippo IV di Francia detto il Bello disse:
“Tu morirai entro la fine del 1314″.
La terza: rivolgendosi verso la Monarchia Francese disse:
“La casa reale Francese cadrà definitivamente entro la 13^ generazione da Filippo IV”.
La quarta e più inquietante rivolta verso la Chiesa Romana:
“Il Papato terminerà entro 700 anni dalla mia morte”
L’abdicazione di Papa Benedetto XVI avvenuta l’11 Febbraio 2013 rispetta anche la quarta profezia e la coesistenza di un Papa emerito e un Papa regnante potrebbe rappresentare la fine del papato clericale e di quel "potere" che ha segnato la fine dei Cavalieri Templari...ma c'è da chiedersi: i cavalieri hanno mai cessato di esistere?
Ambrogio Giordano
Autore dell'articolo
dott. ing. Ambrogio Giordano
Laurea in Sociologia indirizzo Mas Media e Comunicazione Urbino Laurea in Ingegneria Civile e Ambientale Roma Laurea in Ingegneria Civile indirizzo Infrastrutture Roma Laurea in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale Roma Master di II livello in Scienze Criminologiche Roma