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mercoledì 5 ottobre 2022

Nuovi Priorati della Pietà del Pellicano

Nuovi Priorati della Pietà del Pellicano





Sabato 1 e domenica 2 ottobre presso le sale dello Gnun Sagrin di Asti, alla presenza di Sua Beatitudine Filippo di Roma (al secolo Filippo Ortenzi), Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, il Gran Priorato dell’O.M.T. della Pietà del Pellicano ha istituito tre nuovi Priorati, affidando la reggenza a:

principe fratel Giuliano Lagorio della Rocca

  • Priorato O.M.T. Pietà del Pellicano “San Gregorio Magno”

arch. fratel Ettore Lazzarotto

  • Priorato O.M.T. Pietà del Pellicano “San Leonardo di Noblack”

n.d. sorella Barbara Piano (diaconessa)

  • Priorato O.M.T. Pietà del Pellicano “San Michele Arcangelo”




L’Ordine Monastico Templare della Pietà del Pellicano è un ordine monastico iniziatico le cui origini risalgono al medioevo e che è stato rifondato nel secolo scorso da mons. Leopoldo Adeodato Mancini


La figura del Pellicano che nutre i suoi piccoli col proprio sangue rappresenta il Cristo che dona la sua vita per noi.  Simbolo eucarsistico per eccellenza è presente in una delle più famose preghiere di Tommaso d’Aquino,

Adoro te devote:

Oh pio Pellicano, Signore Gesù,

Purifica me, immondo, col Tuo sangue,

Del quale una sola goccia può salvare

il mondo intero da ogni peccato.”


Dopo la riunione dell’O.M.T. si sono riunite le Sentinelle della Pietà del Pellicano rappresentati dall'Ambasciatore Carmelo Salpietro e dai responsabili della Lancia Templare di Milano sigg. Silvano Botta e Caterina Praticò. Le Sentinelle furono fondate dal Venerabile Adeodato Mancini (eterna memoria) al fine di fornire la vigilanza e la protezione del vescovo, sono dei confratelli laici di ispirazione templare inseriti nel contesto iniziatico della Pietas Pelicani.




Domenica mattina nei locali messi a disposizione dal circolo Gnun Sagrin di Asti, si è svolta la Divina Liturgia officiata dal nostro Metropolita Filippo di Roma e da padre Emanuele, parroco di San Martino de la Tour di Torino, durante la quale è stato ordinato sacerdote padre Andrea Parodi, responsabile della Missione “San Giovanni Battista” di Nizza Monferrato.





Al termine della cerimonia è stato nominato oblato della Compagnia di San Basilio fratel Andrea Lesino. La Compagnia di San Basilio è la struttura iniziatica  monastico vocazionale che fa capo al Gran Priorato dell’Ordine Monastico Templare della Pietà del Pellicano di Rocca d’Arazzo.


Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, oltre i citati priori degli O.M.T, della Pietà del Pellicano, delegazioni provenienti dalla Sicilia, dalla Lombardia, dal Piemonte, dal Lazio e dal Principato del Lussemburgo. Era presente anche il dott. Giovanni Alborghetti, di Brescia, con una rappresentanza della confraternita denominata Ordine Ecumenico Ortodosso di Gerusalemme e, cosa soprattutto fratel Fabio Settineri, principe (dal latino “primus inter pares” primo tra i pari) della Pietà del Pellicano, titolo affidatogli dal Venerabile Adeodato Mancini prima della dipartita alla Casa del Padre per continuare la tradizione iniziatica cristiana di ispirazione cavalleresca della Pietas Pelicani.



Dopo le cerimonie religiose si è svolto un Capitolo delle Sentinelle della Pietà del Pellicano che hanno consolidato la collaborazione reciproca tra le strutture di derivazione manciniana.


mercoledì 28 settembre 2022

Visita pastorale e Divina Liturgia ad Asti

 Visita pastorale e Divina Liturgia ad Asti


Sabato 1 ottobre presso le sale dello Gnum Sagrin di Asti,

sito in piazza Ugo Cagni n. 132, Sua Beatitudine Filippo

di Roma(al secolo Filippo Ortenzi), Arcivescovo

Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, presenzierà

ad Asti agli eventi organizzati da mons. Giacomo

di Seborga(al secolo Gian Claudio Doglione),

archimandrita, vescovo di Saluzzo-Seborga e Gran Priore

dell’Ordine Monastico Templare “Pietà del Pellicano”

costituito dal Venerabile Leopoldo Adeodato Mancini

vescovo ortodosso di venerata memoria. 




Questo è il programma degli eventi:

Sabato 1 ottobre

ore 15,30 Riorganizzazione del Gran Priorato e costituzione

di nuovi Priorati autonomi della Pietà del Pellicano ad opera

del Gran Maestro mons. Giacomo Doglione.

ore 16,30 Riunione Lancia Templare di Milano

organizzata da Carmelo Salpietro, Ambasciatore delloO.M.T.  Sentinelle della Pietà del Pellicano

“Argonauti del Santo Graal”.

ore 17,30 Testamento dei postulanti e valutazione,

veglia d’armi

ore 20,00 Cena


Domenica 2 ottobre 

ore 9,30 Divina Liturgia officiata da

Sua Beatitudine Filippo di Roma,

Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa

Italiana, ordinazioni religiose, benedizione dei

guanti e dei mantelli.

ore 11,00 Investiture, regolarizzazioni ed elevazioni.

ore 13,00 pranzo conviviale

ore 17,00 chiusura dell’evento, saluti e commiato

dei partecipanti



Pranzo costo € 35,00



L’incontro di Sabato della Pietà del Pellicano e la Divina Liturgia di Domenica Mattina verranno effettuate presso lo Gnum Sagrim (ristorazione)

piazza Ugo Cagni n. 132

sito presso il 

Camping Umberto Cagni

 c/o Camping U. Cagni, Strada Valmanera, 152

Piazza Umberto Cagni, 152, 14100, Asti



Per strutture ricettive chiamare mons. Giacomo Doglione

tel. 3356198425 - email: omtassociazione@gmail.com


giovedì 1 settembre 2022

Convegno: Il ruolo della Nobiltà nel XXI secolo

 Convegno: Il ruolo della Nobiltà nel XXI secolo



Sabato 3 settembre a Roma presso l'Hotel Quirinale, organizzato dal Salotto Culturale Nobiliare del principe dott. Roberto D'Amato, si terrà con inizio alle ore 11,30 un   Convegno avente per titolo: Il ruolo della Nobiltà nel XXI secolo.

L'argomento sarà trattato da esperti e cultori della materia. 

Al tavolo della Presidenza, oltre il principe Roberto D'Amato, organizzatore del Convegno vi saranno:

il dott. Enzo Modulo Morosini, conte di Risicalla e Sant'Anna Morosina, Arconte e Presidente della Consulta Araldico Nobiliare della Chiesa Ortodossa Italiana, curatore dell'Archivio Storico Nobiliare Cavalleresco - Corder Modulo Morosini fondato nel 1878 e curatore del Libro d'Oro delle Famiglie Nobili e Notabili.

Il dott. Filippo Ortenzi, Rettore dell'UNISAG - Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo e dell'Accademia San Nicodemo L'Aghiorita, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, che fungerà da Moderatore.



Al termine della cerimonia il principe D'Amato consegnerà dei riconoscimento di partecipazione o un attestato cavalleresco e, fino ad esaurimento, gratuitamente, un quaderno intitolato: La Nobiltà Oggi e l'importanza della presenza di uno Stemma in un Armoriale.

Il principe Roberto D'Amato con l'ausilio del vescovo Filippo, provvederanno inoltre all'elevazione cavalleresca di alcuni novizi dell'Ordine Nobiliare di San Nicola di Myra.


Al termine della cerimonia vi sarà un'Agape con gli organizzatori dell'evento, coloro che volessero partecipare al pranzo possono scrivere per info e prenotazioni al numero whatsapp: 3331438204 oppure al 3393588574.



giovedì 4 agosto 2022

OFFICIO DEL FUNERALE ORTODOSSO

 Cagliari: venerdì  5 alle ore 10.30., presso il Cimitero di San Michele, Monsignor Roberto Pinna  celebrerà  l' officio del funerale di una fedele ortodossa di nazionalità  russa. 


Il funerale ortodosso si svolge in tre parti. La prima funzione è la veglia dopo la morte, detta trisagio. In questa fase la preghiera dei fedeli e della Chiesa è rivolta a Cristo, che faccia riposare con i Santi l’anima del suo servo, dove non c’è dolore ma la vita eterna. Quando muore un cristiano non è solo la famiglia ad essere colpita dal lutto ma tutta la Chiesa. È questo il significato più profondo della funzione funebre ortodossa, il concetto che viene espresso con più forza dal pope (il prete). Il rito ortodosso dedica grande attenzione e rispetto nei confronti del corpo del defunto che, durante il periodo di veglia, non deve mai essere lasciato solo.  La salma, dopo essere stata vestita, viene composta sopra un catafalco posizionato verso la parte più orientale del locale, con la testa rivolta verso Est. Sulla parete sopra il capo del defunto viene attaccata un’immagine sacra in stile bizantino. Per decorare la stanza deltrisagio sono consentiti anche drappi funebri e paraventi di colore rosso, tranne che nel periodo della Pasqua Ortodossa, durante il quale devono essere bianchi. La stessa regola vale per i fiori. È vietata l’illuminazione elettrica: l’unica soluzione contemplata sono candele e ceri a fuoco vivo. Questa precauzione dovrà essere presa anche durante il trasporto della salma. Nella camera ardente deve essere disposto un leggio in modo che i fedeli possano leggere, alternandosi, brani del Salterio (libro che raccoglie le preghiere del mattino e della sera) o del Santo Vangelo. Appena entrati, sia i fedeli sia gli operatori delle pompe funebri devono farsi il Segno della Croce rivolgendosi all’icona attaccata al muro. È un segno importante di rispetto.


La scelta della bara dipende dalla famiglia, ma è in genere di struttura molto semplice, tuttavia ci sono dettagli da rispettare.  Sul coperchio della bara devono essere incise le iniziali della scritta Iesus Xristos Nika (Gesù Cristo vince). Il crocefisso va attaccato al centro del coperchio e deve essere privo della figura del Signore: l’ortodossia non ammette raffigurazioni sacre a tre dimensioni, perché considerate un retaggio del paganesimo. Lungo i fianchi della bara bisogna incidere (o attaccare una targhetta) alcuni passi del Vangelo secondo Giovanni: «Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in Me anche se muore vivrà, chiunque viva e creda in Me non morirà in eterno» (GV. Cap 11 vv.23-2). Obbligatorio è anche il velo per coprire la salma (lasciando scoperta la testa) decorato con le scene di morte e resurrezione del Signore.


Quando gli operatori chiudono la bara devono fare attenzione a piegare con delicatezza l’imbottitura lungo i lati per non sovrapporre la bordatura in raso al velo decorato usato per coprire il defunto. Tanta attenzione alla salma è dovuta al fatto che, secondo gli Ortodossi, il corpo del cristiano è sacro, dal momento che è il tempio dello Spirito Santo e parteciperà al ristabilimento finale di tutto il creato.


Terminato il Trisagio, la funzione funebre continua in Chiesa il giorno stesso della sepoltura e qui viene celebrata la Divina Liturgia. Durante il funerale, più che lodare le virtù del defunto, le preghiere sottolineano la dura realtà della morte e la vittoriosa resurrezione di Cristo. La morte, infatti, non è che un passaggio, la conclusione di uno stadio di vita. La resurrezione di Cristo è la testimonianza che l’amore di Dio è più forte della morte. La funzione è cantata dal pope ma amici e parenti possono alternarsi per pronunciare un elogio al defunto.


Finita la cerimonia si dà l’addio al defunto che viene portato al cimitero, dove si svolge la terza parte del rito funebre.


La religione ortodossa non prevede la cremazione ma solo la sepoltura sotto terra, non esistono nemmeno i loculi, e le bare non vengono piombate ma semplicemente chiuse.


In chiesa si forma un corteo per portare la bara fino alla fossa dove sarà seppellita. Il feretro viene calato e qui viene aperto un’ultima volta per permettere a tutti i presenti di dare il saluto definitivo al defunto. Il pope versa olio benedetto dentro la bara che viene chiusa. I presenti gettano piccole manciate di terra sul coperchio, poi vengono adagiate le corone di fiori (variopinte se si tratta di anziani, bianche in onore dei bambini). Le lapidi sono di marmo bianco oppure in granito. Solo di recente è stata aggiunta, accanto al nome e alle date di nascita e di morte, anche una fotografia del defunto. Le tombe sono decorate con fiori freschi e piante disposte intorno alla lapide.


Quaranta giorni dopo il funerale è prevista la prima messa di suffragio. Alla fine della cerimonia i parenti del defunto offrono un dolce particolare, la kòlliva, preparato solo in occasione di questa ricorrenza. Si tratta di un impasto a base di grano saraceno, zucchero, uvetta, noci e mandorle.


martedì 2 agosto 2022

Bolla Apostolica “ Conclium Equitum Confratum"

 

Al Clero della Chiesa Ortodossa Italiana, ai fedeli e alle Chiese in Comunione liturgica e sacramentale e a quanti leggeranno questo Decreto, Grazia, Misericordia e Pace.




Bolla Apostolica


 Conclium Equitum Confratum


Atteso che il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Italiana ai sensi del comma 11 lett. o) del Canone 11 del nostro Codice di Diritto Canonico (Codex Canonum approvato dal Santo Sinodo il 22 agosto 2019 con Bolla Apostolica “Codex Ecclesia Orthodoxa Italiaca” - prot. n. 14/19), ha deliberato (prot. n. 46 dell’11 luglio 2022 – Bolla Apostolica “Modificatio Sancti Canones” l’instituzione del Consiglio dei Cavalieri (Canone 115 del Codex).

Noi Filippo, per grazia di Dio e del Santo Sinodo, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, considerata la disponibilità dell’interessato nominiamo:





S.A.S. il principe Paolo di Giovine


quale Presidente

del Consiglio dei Cavalieri – Concilium Equitum Confratum


Canone 115) Consiglio dei Cavalieri

Comma 1) Come deliberato con Grammata n. 61 – punto 5, dal Consiglio Nazionale Ecclesiastico della Chiesa Ortodossa Italiana il 27 luglio 2015 – festa di San Giacomo de Molay, viene istituito il Consiglio dei Cavalieri, del quale fanno parte di diritto tutti Gran Maestri/Gran Priori delle confraternite religiose e delle compagnie nobiliari dinastiche di ispirazione cavalleresca.

Comma 2) Del Consiglio fanno parte di diritto il Metropolita e il Cancelliere della Chiesa, che fungerà da segretario.

Comma 3) Il Presidente del Consiglio viene nominato dall’Arcivescovo Metropolita, sentito il cancelliere, previa delibera del Santo Sinodo.

Comma 4) Il Concilio dei Cavalieri potrà essere costituito, su richiesta del vescovo territorialmente competente, anche a livello diocesano

mercoledì 22 giugno 2022

Milano – La Cultura è dialogo tra i popoli Manifestazione per dire NO alla Russofobia

 

Milano – La Cultura è dialogo tra i popoli 

 Manifestazione per dire NO alla Russofobia 

 

Dopo il successo della manifestazione tenuta a Roma il 12 maggio scorso, si è svolta il 15 giugno scorso, dalle ore 17,30 alle ore 20,  a Milano, nella suggestiva località dell’Arco della Pace, nella centralissima piazza Sempione, una manifestazione contro la cancellazione della cultura russa e contro ogni forma di discriminazione. La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione “Amici della Grande Russia”, rappresentata localmente dal dott.  Mirko Preatoni, Responsabile per la Cultura della Associazione. Il dott. Preatoni è un musicista di livello internazionale molto conosciuto a Milano, tanto da aver collaborato con il Teatro alla Scala, il Mahler Chamber, la Sinfonica Nazionale della RAI, la Symphonica Toscanini, il Luzern Festival Orchestra e il NDR Sinfonieorchester. Oltre ad aver partecipato al  primo ciclo di concerti sulle Guglie del Duomo, si è esibito nelle più importanti sale da concerto internazionali, tra le quali: Opera-Parigi, Suntory Hall-Tokyo, Avery Fisher Hall-New York, Teatro Colon– Buenos Aires, Chaikovskij Saal-Mosca, H.C.Symphony Hall-Gerusalemme, al concerto alle Piramidi di Giza col maestro Muti (2003), alla Basilica della Natività a Betlemme, al Columbus Day concert ecc. ecc.     

 La manifestazione è stata organizzata dall’associazione “Amici della Grande Russia”, fondata nel 2014 e presieduta dalla signora Yulia Bazarova, con l’obiettivo di promuovere i rapporti culturali tra l’Italia e la Russia, ed è stata organizzata per promuovere la cultura del dialogo, dire No alla Russofobia e alla cancellazione della cultura. La Bazarova, che ha dato inizio alla manifestazione, ricordandone gli obiettivi e ricordando come “la cultura non ha frontiere, lingue né colore di pelle; la cultura russa fa parte della cultura mondiale”. ha presenziato e presentato i relatori.

Tra gli organizzatori e relatori della manifestazione ricordiamo  l’avv. Leo Maria Galatiavvocato europeo facente parte degli Ordini di Roma e di Madrid. Responsabile convegni e didattica. Tutor per i servizi ausiliari presso Ente Nazionale per il Microcredito, nonché responsabile Affari Istituzionali per l’Associazione, da sempre impegnato nel sociale per la difesa dei diritti, che ha dato vita ad un movimento di pensiero ad oggi ripreso a più battute da intellettuali, giornalisti e dai liberi pensatori nei talk televisivi, i quali si sono soffermati sull’importanza della difesa della cultura dei valori e delle tradizioni di un popolo. L’avv. Galati ha riaffermato quanto detto alla manifestazione romana: “La cultura è quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società. La cancellazione della storia e della cultura in generale rappresenta una generazione sociale che costruisce muri ideologici e non ponti di dialogo”.

L’associazione organizza diversi eventi a Roma: la consegna del Premio Internazionale Pushkin, Il Gran Ballo Russo, diversi incontri con noti attori russi, “Dalla Russia: con arte, musica e bellezza”, salotti letterari etc. “La cultura non ha frontiere, lingue né colore di pelle; la cultura russa fa parte della cultura mondiale” ha detto la Bazarova. Per il Vice-presidente, “solo con la ragione si può arrivare alla pace, e la ragione ha bisogno di una profonda conoscenza culturale per esprimersi”.

Il Presidente onorario dell’Associazione è la nota cantante Elena Zaremba, mezzosoprano di fama internazionale attiva sia alla Scala di Milano, che al Royal Opera House di Londra, che al Bolshoi di Mosca, che all’Opera di Stato di Vienna, che al Metropolitan Opera di New York.

Alla manifestazione hanno dato la loro solidarietà artisti italiani quali: il cantante Al Bano Carrisi; l’attrice Angelica Pedatella; l’attore Davide Gramiccioli; la sociologa, poeta, drammaturgo Antonella Pagano; il critico e storico dell’arte Enzo Dall’Ara e tanti altri. Tra gli artisti che si sono esibiti durante la manifestazione, ricordiamo la soprano Larissa Yudina, già membro del Coro Filarmonico di Kaliningrad che è stata una delle sedici cantanti (per cinque anni) della cattedrale centrale di Kaliningrad, con il grande privilegio di poter contribuire a diffondere e far rinascere la cultura musicale ortodossa. Trasferitasi a Milano, dopo aver conseguito,  a pieni voti, la laurea in canto lirico presso Conservatorio Giuseppe Verdi ha fondato   l’Associazione culturale musicale Stravinskij Russkie Motivi, di cui è e, attualmente Presidente e direttore artistico.

Alla manifestazione si è esibito anche  il violoncellista Alexander Zyumbrovskiy (ucraino di Dnipro), a simboleggiare l’amicizia tra due popoli storicamente amici.

Dopo l’introduzione dei dirigenti dell’associazione, Yulia Bazarova Paolo Dragonetti de Torres Rutili, gli interventi successivi sono stati moderati da Stefano Binigiornalista, autore e conduttore televisivo (RAI: Community e il lato Positivo), e giornalista di Libero Quotidiano. l’avv. Leo Maria Galati, Responsabile Affari Istituzionali per l’Associazione presso il Parlamento Italiano; Gianfranco Vestuto, Direttore di Russian News e Eurasia News;  l’avv. Stefano Sutti, Senior Partner dello Studio Legale. Fabrizio Vielmini, Adjunct Professor of International Relations Webster University in Tashkent;  Gaia Fusai, avvocato;  Jean Toschi Marazzani Visconti, scrittrice e giornalista; . Eliseo Bertolasi, antropologo e ricercatore associato all’Istituto di Alti Studi e Scienze Ausiliarie; ed altri.

Come a Roma, anche a Milano, l’unico leader religioso presente è stato Sua Beatitudine Filippo di Roma (Ortenzi), Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, che nel suo intervento ha ricordato l’etnogenesi dei popoli russi (la Russ di Kiev) e come la cultura russa si una cultura europea, fortemente legata al cristianesimo ortodosso e come in Russia, con Ivan IV, si sia sviluppato il mito della Terza Roma, di Mosca quale baluardo di difesa della cristianità nonché sostenitore di  quell’idea imperiale di Roma, che in Italia si è ormai spenta. Al termine del suo intervento al nostro Metropolita l’associazione ha donato due graditi libri in miniatura di Dostoevskij (Il giocatore) e di Cechov (Racconti).

 

Tra i gruppi che hanno partecipato all’evento segnaliamo Russiyana, compagnia di danze tradizionali russ fondata dal coreografo Maria Avakumova e diretta dalla ballerina  Masha Abakoumova, già artista del Teatro Bolshoi e della compagnia Piatnizkii e Anna Cislaghi, danzatrice italiana specializzata nella danza russa tanto da venire scambiata per una russa doc.

Tra mons. Filippo e le artiste della Russiyana si è avviato un proficuo dialogo, e il nostro Metropolita ha apprezzato questo gruppo il cui repertorio spazia dalla tradizione della Russia all’Ucraina e attraversa tutte le culture dell’est e il folklore zigano. Questa compagnia, dove operano insieme ballerine russe, italiane ed ucraine è un esempio di pace e fratellanza tra i popoli che tutti dovremmo apprezzare.

 

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 930053400045